Brutta storia dalla Spagna dove 4 ragazzine minorenni sono state fermate dopo che hanno aggredito una loro compagna.
Il video sta indignando da qualche giorno tutta la Spagna e dopo alcune ricerche la Polizia spagnola è riuscita a risalire alle 4 ragazze che nella clip bullizzano in maniera brutale un’altra ragazza. Tutto questo è accaduto a Moguer (Huelva) e a quanto pare la vittima protagonista della clip non era l’unica a subire le angherie di queste giovani.
Le bullette non solo hanno malmenato un’altra ragazza, ma si sono anche riprese, mostrando il video sui social in maniera fiera. Nel filmato si sente uno degli aggressori esprimere la propria ammirazione per la ragazza che picchia duro. Le 4 circondano una minorenne e le fanno di tutto: calci, schiaffi, pugni, tirate di capelli e tanto altro.
Cosa è successo dopo il video
Nel video si può vedere che la vittima è paralizzata dalla paura e non si difende nemmeno dalle brutali molestie ricevute. Ad un certo punto, dopo aver sopportato tanto dolore, la ragazzina comincia a piangere, ma questo non fa che esaltare le sue aguzzine che addirittura urlano: “E ora piangi?”. La Guardia Civil aveva già avviato le ricerche dei responsabili dell’aggressione dopo aver rilevato la diffusione del video sui social. L’indagine ha poi ricevuto un ulteriore impulso dopo che la famiglia di una delle vittime ha denunciato l’accaduto.
In seguito alle indagini preliminari, la Polizia è riuscita ad identificare e localizzare gli autori di questo grave atto di bullismo. A rendere più agghiacciante il tutto è che tutti i soggetti coinvolti in questa storia sono minorenni. La Guardia Civil ha trasmesso il caso alla Procura dei Minorenni di Huelva per decidere la pena adatta a queste ragazze e le responsabilità per gli adulti che le tengono in custodia.
Le indagini però non sono ancora concluse. Si continua ad indagare infatti per cercare di capire quante vittime sono state oggetto di cose del genere da parte delle 4 minorenni. Inoltre è stato lanciato un appello da parte della Guardia Civil affinché non si diffonda più questo video in rete, per proteggere la privacy della vittima.




