Analisi in corso su un reperto che potrebbe gettare nuova luce sul caso di Emanuela Orlandi. Potrebbero cambiare le carte in tavola.
Il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi, ormai da quel maledetto 22 giugno 1983, sta tenendo da tanto, troppo tempo, l’Italia con il fiato sospeso. Su di lei si è scritto e detto di tutto, la Capitale è stata tappezzata delle sue foto, eppure, ancora oggi, non si hanno notizie su di lei.
Mille teorie si sono intersecate tra loro, al punto da dare vita ad una fortunata docu-serie su Netflix (Vatican girl). La fiammella di questa storia è tenuta viva ancora dal fratello, Pietro Orlandi, che dopo tutti questi anni non si arrende davanti al muro di silenzio che c’è e cerca in ogni angolo d’Italia quelle risposte che mai nessuno gli ha voluto dare.
Il ritrovamento che può cambiare tutto
Arriva così come un fulmine a ciel sereno, la notizia che potrebbe cambiare nuovamente tutto. A darla ci ha pensato Gianluigi Nuzzi, conduttore di Dentro la notizia, che attraverso i profili social della trasmissione, questa mattina ha diffuso un video che sta facendo già discutere. Nella clip si rende noto che i Ris dei Carabinieri di Tor di Quinto a Roma starebbero facendo degli esami su un flauto che potrebbe appartenere proprio alla ragazza scomparsa.
Per questo motivo sarebbero stati convocati i consulenti della difesa di Marco Accetti, l’ex fotografo e cineasta, indagato nel nuovo procedimento della Procura di Roma. C’è da capire se si tratta di un nuovo flauto o di quello già indicato da Accetti. Stando a quanto riferito da Nuzzi, l’oggetto in questione sarebbe stato rinvenuto in alcuni pacchi aperti.
D’altronde si sa, quando ci sono questi casi molto vecchi, può capitare che qualche reperto, sfuggito in passato agli inquirenti, possa gettare nuova luce su alcuni casi. Inoltre, è inutile nascondersi dietro a un dito, sono passati ormai 43 anni e diciamo pure che la tecnologia in questo quasi mezzo secolo ne ha fatti di passi in avanti. Intanto si cerca di capire se l’esito di questi analisi possa aprire o meno nuove piste sul caso. Con i moderni strumenti, infatti, potrebbe essere più semplice fare luce su tutto ciò che all’epoca restò sepolto. Staremo a vedere come andrà a finire.




