Worm AI, la nuova paura degli informatici: si adatta e ragiona

Una nuova paura attanaglia gli informatici del mondo. Si tratta di un worm AI capace di progettare un attacco a qualsiasi sistema.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Una nuova paura attanaglia gli informatici del mondo. Si tratta di un worm AI capace di progettare un attacco a qualsiasi sistema.

Prima o poi doveva arrivare ed è effettivamente arrivato, il nuovo worm AI è l’ultima frontiera del malware intelligente, che riesce a propagarsi autonomamente in una rete. Grazie all’intelligenza artificiale si adatta ad ogni macchina incontrata e sfrutta la potenza di calcolo dei sistemi messi ko per pianificare poi le mosse seguenti.

Uno scenario davvero terribile, che spaventa tutti gli informatici ed è stato descritto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto. Pubblicato su arXiv, la notizia di questa nuova minaccia ha già fatto il giro del mondo. Si tratta di malware autonomi, che non sottendono ad una determinata lista di vulnerabilità, ma generano una vera e propria strategia d’attacco per diffondersi. Vista la portata della scoperta, alcuni dettagli sono stati omessi nella pubblicazione per evitare di trasformala in una guida pratica per creare il virus perfetto.

Tutto il lavoro è stato svolto in un ambiente digitale isolato e privo dell’accesso ad internet. Il malware è riuscito a propagarsi in una rete fatta da macchine Linux, Windows e dispostivi IoT, sfruttando le comuni vulnerabilità delle infrastrutture aziendali. Il problema rispetto al passato risiede nel fatto che i worm storici sfruttavano solo falle esistenti prima del rilascio, ma una volta corrette queste erano costretti ad arrendersi.

A cosa potrebbe servire

Questo worm AI di nuova generazione, invece, è capace di modulare il proprio attacco in base all’esigenza del momento e replicarsi sulla macchina successiva. Inoltre riesce anche ad usare la macchina infettata come base d’appoggio utilizzando parte della sua potenza di calcolo per creare l’attacco stesso. Nicolas Papernot, professore di ingegneria informatica all’Università di Toronto e tra gli autori dello studio, ha rivelato che dalla ricerca è venuto fuori che se si progetta un’architettura questa può funzionare anche con dei modelli accessibili pubblicamente.

Al momento questo worm AI non è stato presentato come un’arma per il web, ma l’università sta valutando di trasformarla in uno scudo difensivo. L’impressione però è che per il momento si andrà molto cauti anche perché questo malware potrebbe seriamente diventare una minaccia su larga scala, una minaccia eliminabile solo con anticorpi AI. Vedremo cosa accadrà.

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