Un uomo è stato denunciato per avere utilizzato l’AI per realizzare alcuni contenuti a sfondo sessuale esplicito.
La Polizia Postale di Novara ha inchiodato un uomo che diffondeva online delle immagini sessualmente esplicite, realizzate con l’aiuto dell’intelligenza artificiale (AI Undress). Le indagini della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica erano scattate dopo la denuncia di una ragazza. Questa, infatti, aveva rilevato alcune sue foto nuda pubblicate su dei canali di messagistica gestiti dall’indagato. Le immagini erano già state visualizzate da centinaia di persone che avevano accesso alla chat.
Questa persona a quanto pare scaricava foto di vita quotidiana della giovane attraverso i suoi social e poi la denudava con l’AI. Infine le ricondivideva su alcuni canali di messaggistica. Grazie ad una perquisizione, gli inquirenti sono riusciti a risalire anche ad altre vittime oggetto della stessa pratica. Gli elementi ritrovati hanno così permesso alla Polizia Postale di Novara di denunciare l’uomo.
Il fenomeno
L’AI ci offre davvero tantissime opportunità, ma in questo momento storico diventa anche uno strumento ancora acerbo da capire e soprattutto da regolamentare. Negli ultimi mesi già si sono fatti dei passi in avanti sulle AI più famose dove sono stati impostati dei filtri per non permettere denudare persone attraverso una fotografia. Può sembrare una banalità ma questo fenomeno in realtà è molto diffuso e sta creando non pochi problemi a diverse persone.
Alcuni malintenzionati, infatti, prendono foto ordinarie, magari rubacchiate da qualche social, di persone a caso o conoscenti e poi chiedono all’AI di rimuovere tutti i vestiti. Naturalmente l’intelligenza artificiale non ha i raggi X e né tantomeno riesce a prevedere cosa ci sia sotto i vestiti, ma tramite i suoi modelli e la conoscenza che ha del corpo umano prova a riprodurre un’immagine che possa sembrare effettivamente la persona inserita, ma nuda. Naturalmente una volta che quelle immagini vengono fatte circolare in rete poi diventa complicato giustificarsi in qualche modo e far capire agli altri che quella foto è un fake. La stessa pratica, sempre attraverso l’AI, la si può applicare addirittura ai video, inoltre è possibile alterare anche i file audio, va da sé che oggi, con questi strumenti, veramente si può finire inconsapevolmente preda di un depravato.




