L’opinione pubblica così come oggi la conosciamo è unica nel suo genere grazie alla tecnologia e segna una forte spaccatura con il passato.
La storia ci permette sempre di avere un occhio diverso sul presente e sul futuro dell’uomo. Alcuni avvenimenti sono ciclici, come ad esempio le guerre, altri invece semplicemente cambiano in base all’epoca che si sta vivendo. Stiamo vivendo un momento non certo felicissimo dal punto di vista dei conflitti. C’è da mesi tensione in Medio Oriente e sono anni ormai che va avanti la guerra in Ucraina con la Russia, insomma nulla di nuovo su questo fronte, allora cosa è cambiato rispetto al passato? La tecnologia.
Naturalmente non ci riferiamo a quella delle armi che sono progredite, ma a quella in possesso del popolo. L’invenzione di internet prima e degli smartphone poi, ha permesso all’uomo di riuscire ad accedere ad un quantitativo di informazioni enormi in pochissimo tempo. L’AI, che sta prendendo piede di recente poi non ha fatto altro che accelerare ancora di più questo processo. Certo il pericolo fake news è sempre dietro l’angolo, ma la verità è che oggi, chiunque abbia la voglia di informarsi un po’, non può non sapere delle guerre che sono in corso e che stanno per nascere.
Cosa sappiamo oggi
Sappiamo dai bilanci degli Stati, quando questi aumentano la propria spesa militare. Sappiamo se ci sono riunioni in corso, vediamo i primi bombardamenti quasi live con un telefonino. Insomma, questa sorta di “Grande Fratello” che ci controlla tutti, ci permette di avere tutto sempre e comunque sotto controllo. Tutto ciò ha dei risvolti indubbiamente positivi, d’altronde quella magica cosa chiamata opinione pubblica, oggi attraverso i social riesce ad esprimere la propria opinione e quindi a fare pressione sui Capi di Stato perché no, anche per farla cessare una guerra o non farla partire affatto. Pensate solo ad eventi già vissuti come ad esempio la Primavera araba, che hanno portato a proteste popolari e rovesciamenti di regimi.
Il caso della Prima Guerra Mondiale
È indubbio che grazie a questi mezzi di comunicazione oggi il popolo sia più forte, perché l’informazione è potere. Un esempio dicotomico da questo punto di vista ci viene offerto con la Prima Guerra Mondiale. Può sembrare assurdo eppure all’epoca, nonostante covavano dissapori nel mondo da anni e tutti correvano ad armarsi da diverso tempo, il popolo ha sempre percepito quel conflitto come improvviso ed inspiegabile.
Basta andarsi a prendere qualche scritto dell’epoca per capire di cosa stiamo parlando. La poetessa russa Anna Andreevna Achmatova, in una poesia scritta durante la guerra dice: “Invecchiammo di 100 anni e accadde nel corso di un’ora sola”. Lo scrittore Stefan Zweig, nel libro Il mondo di ieri, evoca come lui ricordava negli anni ’30, il mondo che lui aveva vissuto prima del 1914 e afferma: “Era l’epoca d’oro, della sicurezza, tutto sembrava a durare. Anche l’Europa non aveva mai creduto con tanto entusiasmo in un futuro sempre migliore”.
Ora queste persone hanno vissuto quegli anni, quindi spiace andare a confutare le loro teorie, ma noi che oggi abbiamo tutti gli strumenti per valutare gli anni antecedenti la Prima Guerra Mondiale, viviamo tutto in maniera diversa. Ci sono diari, ci sono persino documenti ufficiali che dimostrano come il mondo intero si stesse preparando alla guerra anni e anni prima del conflitto. A scuola ci hanno insegnato da sempre che il primo conflitto globale scoppia in seguito all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914, ma è abbastanza semplicistico pensare che una guerra di quelle proporzioni sia nata per una sola persona morta. La differenza tra ieri e oggi però sta proprio nel fatto che all’epoca non c’era una tecnologia di massa come internet che permetteva al popolo di conoscere determinate dinamiche. Per questo motivo la tecnologia che oggi è in nostro possesso può diventare un deterrente nei confronti dei potenti del mondo, che prima di fare qualsiasi azione devono pensarci 10 volte. Naturalmente questo non scongiurerà mai tutte le guerre, ma in un certo modo può ammorbidire determinate posizioni.




