Bambini nella morsa della rete. Sono sempre più vittime degli abusi online e spesso l’errore parte proprio dai genitori.
La rete è un mondo meraviglioso, ci ha reso tutti liberi di esprimerci, ma allo stesso tempo conserva anche alcuni angoli torbidi, dove ad esprimersi ci sono i peggiori depravati sulla terra. Purtroppo, sempre più spesso, oggetto di questi abusi sono proprio i bambini, che molte volte finiscono nelle grinfie di questi malintenzionati proprio “grazie” ai genitori.
L’associazione Meter, dalla parte dei bambini, ha stilato l’annuale Report 2025 “Bambini Vittime”, quello che è venuto è davvero sconcertante. Purtroppo le minacce online per i bambini sono in costante aumento e diventano sempre più raffinate. Oggi anche l’AI diventa a suo modo l’ennesimo strumento che può essere utilizzato anche contro i più piccoli.
In totale, durante l’anno, il monitoraggio del web ha portato alla luce 785.072 immagini e 1.733.043 video, che contenevano abusi reali su minori. Un numero mostruoso, ma probabilmente un numero anche sottostimato, basti pensare a quello che nasconde il dark web e le chat private di piattaforme come Telegram e WhatsApp, dove gruppi di depravati si scambiano foto e video.
La piaga del deepnude e l’errore dei genitori
A tutto ciò però si aggiunge anche un altro fenomeno ed è quello del deepnude. Si tratta della tecnica che permette ai malintenzionati di spogliare completamente bambini grazie all’AI e poi condividerne l’immagine alterata in rete. Per capire la gravità della situazione, basti pensare che secondo il report di Meter, sono state evidenziate 8.213 vittime tra i minori che hanno subito questa nuova pratica.
Voi vi chiederete, perché sarebbe colpa dei genitori? Molti di questi malintenzionati in realtà reperiscono il proprio materiale principale proprio dalle foto e dai video che molti genitori, orgogliosamente postano sui propri social. Le immagini vengono salvate dal depravato, che poi tramite l’AI spoglia questi bambini. Queste cose diventano lesive anche a livello di dignità di questi bambini, anche perché spesso parliamo di ragazzini di 12-13 anni, che hanno già una propria identità e un proprio telaio sociale e si ritrovano foto proprie di nudo fake in rete che distruggono la loro reputazione. Anche perché queste AI sono sempre più realistiche ed è complicato distinguere un’immagine reale da una artefatta.
Questi datti non fanno altro che rafforzare l’idea che c’è un’urgenza, quella di prevenire ed educare i minori e anche i genitori perché no, all’utilizzo delle piattaforme digitali. Oggi più che mai la rete non è un gioco e anche una semplice immagine postato sui social può portare a ripercussioni terribili. Sempre secondo i dati di Meter, in tutto sono stati ritrovati 2.037 link, 4.964 cartelle compresse e 655 gruppi social e chat dove erano presenti immagini e video di minori vittime di abusi. Dal 2008 si contano addirittura 10.425 gruppi social e chat in cui i cyber-pedofili operano. L’Associazione, che collabora anche con le istituzioni e con la Polizia, segnala che dal 2014 sono state denunciate 30.126.370 di foto e 11.922.321 di video. Numeri spaventosi che tratteggiano una situazione in costante declino.




