L’accordo tra USA ed Iran ha prodotto un calo generale del prezzo del petrolio, ma in Italia il costo della benzina non diminuisce. La denuncia arriva da parte di Federconsumatori, che ha voluto alzare la voce.
Sin dallo scoppio del conflitto tra USA ed Iran, vale a dire dalla fine del mese di febbraio, i prezzi di benzina e diesel sono schizzati oltre i due euro al litro, e solo grazie al taglio delle accise si è assistito ad un contenimento dei costi. Tuttavia, ora che tra le due forze in campo è stato trovato un accordo ed il prezzo del petrolio sta iniziando a diminuire, non si notano dei particolari tagli al costo dei carburanti.
La riapertura dello Stretto di Hormuz ha favorito il calo del Brent, arrivato sotto la soglia psicologica degli 80 dollari al barile, attestandosi attorno ai 78 per l’esattezza in questi giorni. Se ci guardiamo indietro, a maggio si parlava di ben 110 dollari al barile, una differenza non da poco. In molti credono che ciò potrebbe produrre un immediato calo del prezzo della benzina, ma le notizie che stanno arrivando in queste ore sono ben diverse, come denunciato da Federconsumatori in una recente nota.
Benzina, non c’è un accenno alla diminuzione dei prezzi
Secondo quanto stabilito da Federconsumatori, la realtà è ben diversa da ciò che in molti auspicavano: “Dopo gli annunci rassicuranti a proposito della riapertura dello Stretto di Hormuz, le quotazioni del petrolio si sono attestate su livelli via via più bassi. Tuttavia, ciò non accade per quanto riguarda i prezzi dei carburanti, che sono ancora altissimi ed in maniera del tutto ingiustificata alla pompa. I prezzi schizzano sempre in alto nel momento in cui devono aumentare, ma non si adeguano mai al ribasso nonostante la discesa delle quotazioni. Anzi, spesso non tornano mai al livello a cui sarebbe opportuno si attestassero, questa è l’ormai ben nota doppia velocità dei prezzi dei carburanti“.
Il petrolio era arrivato a toccare anche dei picchi sino a 95 dollari al barile pochi giorni prima dell’accordo tra USA ed Iran, ed oggi è calato a 78. Il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete nazionale è oggi pari ad 1,862 euro al litro, mentre il giorno successivo all’annuncio dell’accordo tra le due forze in campo era di 1,890 euro al litro, il che significa che il ribasso c’è stato, ma il calo è quasi infinitesimale. Dunque, la speranza è che benzina e diesel possano seguire una discesa dei prezzi nei prossimi giorni, ma la ben nota speculazione renderà tutto più lento e complesso.



