In aumento le stime sull’inflazione, caos anche per i mutui: la guerra in Iran continua a farsi sentire

L'inflazione continua ad aumentare, con l'Euribor in 3 mesi che è salito al 2,18%, con IRS a 20 anni al 3,34%. Ecco i dettagli.

Redattore senior

Laureato in scienze della comunicazione, sono giornalista pubblicista dal 2022, mi occupo di diverse tematiche e credo profondamente nel potere della comunicazione e del giornalismo.

Non arrivano notizie positive sul fronte inflazione, con l’Euribor che in 3 mesi è salito al 2,18%, mentre l’Irs a 20 anni è salito al 3,34%. Andiamo ad analizzare i dati emersi nel corso delle ultime ore.

Le tensioni geopolitiche non fanno mai bene al mondo della finanza e degli affari, come confermato anche dagli ultimi dati riportati da “Il Sole 24 Ore“. I mercati finanziari globali risentono e non poco degli attacchi degli Stati Uniti d’America all’Iran e della conseguente chiusura dello stretto di Hormuz, nella speranza che le parti in causa possano presto trovare un accordo, così da alleggerire il clima di pressione internazionale.

Inflazione ancora in aumento
Inflazione cosa succede

Il tasso medio dei mutui a trent’anni, negli USA, ha superato ancora una volta il 7%, un vero e proprio “tappo” per il mercato degli immobili. non mancano grandi conseguenze anche in Europa, con i lrialzo degli Eurirs che vanno direttamente ad interessare i mutui e degli Euribor, i valori che riflettono le aspettative sui tassi a breve della Banca Centrale Europea. Pensate che l’Euribor è salito, in appena 3 mesi, dal 2,01% della fine di febbraio al 2,18% attuale, ma non è tutto come già anticipato. L’Irs a 20 anni sale al 3,34% dal 3% precedente. Cosa significa? Che chi paga un muto con tasso variabile dovrà versare quote più alte di 15 euro almeno il mese prossimo rispetto ad oggi.

Inflazione, i numeri che non lasciano tranquilli i cittadini

Ciò che sta emergendo dai mercati internazionali ha conseguenze pesantissime per chi sta pagando un mutuo, ma la preoccupazione non si esaurisce qui. C’è un rialzo dell’inflazione continuo, come indicato dalle curve forward presenti sull’Euribor. Parliamo di un rincaro che è compreso tra lo 0,50% e lo 0,60% in vista dei prossimi mesi, che toccherà picchi pari al 2,8%, secondo le stime, in vista della fine del 2026. Come anticipato, chi sta pagando un mutuo con tasso variabile rischia di dover affrontare dei rialzi enormi sulle prossime rate.

Al giorno d’oggi, le offerte migliori che riguardano i nuovi mutui con tasso variabile sono passate dal 2,47% al 2,49%, e sui tassi fissi le offerte sono in miglioramento, dal 3,33% al 3,17%. Lo spread è stato ridotto, da alcuni istituti di credito, per via della delicatezza del periodo. Si tratta del margine lordo che viene applicato ai prestiti, e questa mossa è di vitale importanza. Infatti, se ciò non fosse accaduto, i mutuatari con tassi variabili avrebbero subito rincari in bolletta di circa 30 euro dalle prossime rate in avanti, un salasso complesso da affrontare in questo momento.

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