La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato un rialzo globale dei prezzi, e persino il commercio dei preservativi ha conosciuto un rincaro. Scopriamo la verità su una vicenda drammatica.
Dopo il Covid-19, la guerra in Ucraina e quella tra Israele ed Hamas, una nuova, immane catastrofe ha colpito il mondo negli ultimi mesi, quella della guerra in Iran. Tralasciando la distruzione e l’immane perdita di vite umane che il conflitto ed i bombardamenti hanno causato, sul mondo occidentale sono arrivate pesanti mazzate sotto il profilo economico, con dei rincari impressionanti che riguardano il prezzo dell’energia, dei carburanti e di altri beni di prima necessità.

Mentre si discute di un possibile accordo tra USA ed Iran per porre fine al conflitto, c’è da fare i conti con ulteriori rincari, tra i quali quello che riguarda i preservativi. “Anche fare l’amore costa di più“, così si potrebbe affermare in un mondo tanto delicato quanto difficile da affrontare per i cittadini comuni. Poche settimane fa, il più grande produttore mondiale di condom, in un’intervista concessa a “Bloomberg“, ha parlato di possibili aumenti dei prezzi che toccheranno anche il 30% rispetto ad oggi.
Preservativi, la guerra in Iran causa importanti rincari
Per quale motivo i preservativi costeranno così tanto in più rispetto ad oggi? Banalmente, il tutto è provocato dalla mancanza di materie prime, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Le restrizioni nel trasporto marittimo e l’aumento dei costi del petrolio rischiano di far aumentare a dismisura i prezzi. L’annuncio è arrivato da Goh Miah Kiat, ovvero l’amministratore delegato di Karex, il principale produttore globale dei profilattici. L’azienda ha la propria sede in Malesia, e produce ben cinque miliardi di preservativi ogni anno, e si occupa di rifornire marchi come Trojan e Durex.
Il blocco di Hormuz si traduce in uno stop alle catene di approvvigionamento, e tanti prodotti petrolchimici, che solitamente passano per lo Stretto, come l’ammoniaca, il lattice ed i lubrificanti a base di silicone, subiscono dei pesanti ritardi. Inoltre, lo stesso Kiat ha fatto sapere che per quest’anno è salita la domanda di profilattici, di circa il 30%, mentre la disponibilità del prodotto è diminuita. A suo parere, questo è un periodo molto complesso date le incertezze sul futuro sul fronte economico, e le coppie hanno più necessità di utilizzare i preservativi, così da evitare la gravidanza. La situazione si fa sempre più drammatica, e gli aumenti non sono destinati ad arrestarsi a breve.


