Con la guerra in Iran aumentano anche i prezzi dei profilattici: anche fare l’amore diventa più caro

La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz causano un rincaro sul prezzo dei profilattici. Ecco i motivi.

Redattore senior

Laureato in scienze della comunicazione, sono giornalista pubblicista dal 2022, mi occupo di diverse tematiche e credo profondamente nel potere della comunicazione e del giornalismo.

La guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato un rialzo globale dei prezzi, e persino il commercio dei preservativi ha conosciuto un rincaro. Scopriamo la verità su una vicenda drammatica.

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Dopo il Covid-19, la guerra in Ucraina e quella tra Israele ed Hamas, una nuova, immane catastrofe ha colpito il mondo negli ultimi mesi, quella della guerra in Iran. Tralasciando la distruzione e l’immane perdita di vite umane che il conflitto ed i bombardamenti hanno causato, sul mondo occidentale sono arrivate pesanti mazzate sotto il profilo economico, con dei rincari impressionanti che riguardano il prezzo dell’energia, dei carburanti e di altri beni di prima necessità.

Profilattici enormi rincari
Profilattici la guerra causa un altro disastro

Mentre si discute di un possibile accordo tra USA ed Iran per porre fine al conflitto, c’è da fare i conti con ulteriori rincari, tra i quali quello che riguarda i preservativi. “Anche fare l’amore costa di più“, così si potrebbe affermare in un mondo tanto delicato quanto difficile da affrontare per i cittadini comuni. Poche settimane fa, il più grande produttore mondiale di condom, in un’intervista concessa a “Bloomberg“, ha parlato di possibili aumenti dei prezzi che toccheranno anche il 30% rispetto ad oggi.

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Preservativi, la guerra in Iran causa importanti rincari

Per quale motivo i preservativi costeranno così tanto in più rispetto ad oggi? Banalmente, il tutto è provocato dalla mancanza di materie prime, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Le restrizioni nel trasporto marittimo e l’aumento dei costi del petrolio rischiano di far aumentare a dismisura i prezzi. L’annuncio è arrivato da Goh Miah Kiat, ovvero l’amministratore delegato di Karex, il principale produttore globale dei profilattici. L’azienda ha la propria sede in Malesia, e produce ben cinque miliardi di preservativi ogni anno, e si occupa di rifornire marchi come Trojan Durex.

Il blocco di Hormuz si traduce in uno stop alle catene di approvvigionamento, e tanti prodotti petrolchimici, che solitamente passano per lo Stretto, come l’ammoniaca, il lattice ed i lubrificanti a base di silicone, subiscono dei pesanti ritardi. Inoltre, lo stesso Kiat ha fatto sapere che per quest’anno è salita la domanda di profilattici, di circa il 30%, mentre la disponibilità del prodotto è diminuita. A suo parere, questo è un periodo molto complesso date le incertezze sul futuro sul fronte economico, e le coppie hanno più necessità di utilizzare i preservativi, così da evitare la gravidanza. La situazione si fa sempre più drammatica, e gli aumenti non sono destinati ad arrestarsi a breve.

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Tag:Profilattici