Allarme rincari, cosa sta aumentando: la guerra fa esplodere i prezzi

La situazione in Medio Oriente continua a restare in una fase di stallo e i prezzi in Italia lievitano. Cerchiamo di capire di quanto.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

La situazione in Medio Oriente continua a restare in una fase di stallo e i prezzi in Italia lievitano. Cerchiamo di capire di quanto.

Le tensioni in Medio Oriente continuano ad imperversare e lo Stretto di Hormuz blindato dalla guerra in atto pesa come un macigno sull’economia del nostro Paese. Secondo un’elaborazione fatta dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati d’inflazione dell’ISTAT, è venuto fuori che i prezzi di alcuni beni e servizi, a partire da febbraio 2026, sono saliti alle stelle. In particolare a pesare sono stati i rincari energetici e i maggiori costi per il trasporto.

In testa alla graduatoria c’è il gasolio e i carburanti, ma nella classifica, nei primi 20 posti, c’è spazio anche per frutta, ortaggi, voli, alberghi e traghetti. In particolare la batosta è arrivata per il gasolio per il riscaldamento, salito del 32,6% in appena 3 mesi (e la paura è soprattutto per l’anno prossimo quando si sentiranno ancora di più gli effetti delle tensioni in Medio Oriente). Il gasolio per i mezzi di trasporto invece sale del 17,5%, mentre altri carburanti come GPL, metano ed elettrico hanno ricevuto un incremento del 14,7%, infine la benzina segna un +13,5%.

A cosa sono dovuti questi rincari? La situazione potrebbe peggiorare

Naturalmente con aumenti così pesanti per quanto riguarda il campo energetico, si sente forte un rincaro anche sui trasporti. Quello aereo cresce del 12,9%, quello marittimo del 9,2%. Prezzi tantissimo su anche per quanto concerne i supporti di registrazione come CD e DVD che sono saliti del 28,6%.

Tra quello invece che mangiamo e che forse interessa un po’ a tutti di più, batosta per la frutta che sale del 20,9%, più giù i legumi con rincari del 13,6%. Chi cresce meno di prezzo e occupa la 20a ed ultima posizione della graduatoria stilata sono le patate, il cui costo si è impennato “solo” del 5,2%.

Insomma la situazione è davvero disastrosa e denota un problema che potrebbe addirittura ingrossarsi nei prossimi mesi. Molti di questi rincari, infatti, sono dovuti più alla paura dei mercati di fronte alla guerra, che ad un aumento reale. Il futuro quindi potrebbe essere ben peggiore da questo punto di vista.

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