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Una storia dal passato vi farà tremare i polsi. Uno degli omicidi più brutti di sempre. Cerchiamo di capire cosa accadde davvero.
Ci sono crimini che entrano nella storia per la loro crudeltà, ma la storia che vi racconteremo oggi conserva in sé tutti gli elementi necessari per sconvolgere chiunque. È il 12 febbraio 1993, siamo a Liverpool, un bambino di appena 2 anni (James Bulger), originario di Kirkby, scompare nel nulla. Quando gli inquirenti lo ritrovano, purtroppo morto, si trovano davanti ad una scena agghiacciante.
Nei giorni successivi si prova a ricostruire l’accaduto tramite testimonianze, immagini registrate da telecamere di sorveglianza e l’interrogatorio dei due bambini di appena 10 anni, che poi si riveleranno come gli aguzzini del piccolo Bulger. A quanto pare i due bambini avevano deciso di marinare la scuola e rubacchiare qualcosa in un certo commerciale quando avevano maturato l’idea di rapire per gioco un bambino.
Il rapimento
La scelta ricadde su Bulger dopo aver tentato invano di rapire un altro bambino. I due futuri assassini accompagnarono Bulger per circa 4 km per mano sino ad un canale. Qui uno dei due lo prese per i piedi provocandogli una ferita alla fonte, dopodiché fuggirono lasciando il bambino da solo, sperando che qualcuno lo investisse. Questo piano non andò in porto così tornarono a prenderlo e nascosero la sua ferita sotto il cappuccio del giubbotto.
In tanti notarono lo strano trio e raccontarono in seguito alla Polizia di averli visti. Alle persone che fermarono i tre bambini, i due più grandi raccontarono sempre la stessa frottola: avevano trovato Bulger in fondo ad una collina così conciato e non lo conoscevano e stavano cercando di aiutarlo. In tutto alla fine furono 38 le persone che li intercettarono, ma nessuno fece nulla e questo destò molte polemiche nei giorni successivi.
L’omicidio
Ad un certo punto decisero di accompagnare il bambino verso la stazione di Walton & Anfield, ormai in disuso. Qui i fatti diventano fumosi, anche perché i due ragazzini si accusarono a vicenda di aver fatto cose. Tra le loro dichiarazioni e gli esami fatti sul bambino però fu possibile ricostruire la dinamica.
Per prima cosa gli fu lanciata addosso della vernice blu, poi fu colpito con dei mattoni, con dei sassi e infine con una sbarra d’acciaio di 10 kg. Bulger divenne una bambola di pezza nelle mani dei suoi aguzzini. Fu preso a calci e uno dei due aguzzini gli diede una pedata così forte sul volto da lasciargli l’impronta. Non contenti gli abbassarono i pantaloni e toccarono i suoi genitali. Poi gli misero delle pile stilo in bocca. Secondo il medico forense, il numero di ferite subite dal piccolo furono così tante da rende impossibile capire quale delle tante alla fine ne causò la morte. Non contenti, i due ragazzini, misero il bambino, ancora vivo, con la testa sui binari coperta da sassi, con la speranza che venisse investito da un treno per rendere la sua morte un incidente.
Effettivamente il piccolo James Bulger fu tranciato da un treno e fu ritrovato mutilato 2 giorni dopo. Secondo il medico forense però, la morte per lui era già sopraggiunta all’arrivo del treno. Quando alla fine i due bambini di 10 anni furono arrestati vennero fuori alle loro spalle storie tormentate e uno dei due, si scoprì, veniva anche abusato sessualmente dal padre.
Che fine hanno fatto i due bambini killer?
La storia scosse tantissimo l’opinione pubblica e i genitori dei due aguzzini furono costretti a trasferirsi sotto falso nome a causa delle minacce di morte ricevute. Per quanto riguarda i due imputati, invece, alla fine furono rilasciati nel 2001 sotto falso nome e protetti, ma con una licenza a vita che prevede che qualora dovessero presentare altri comportamenti pericolosi, tornerebbero immediatamente dentro. Inoltre per loro è vietato incontrarsi. Uno dei due negli anni successivi è tornato più volte in carcere con l’accusa di pedopornografia. L’ultimo aggiornamento è datato 2023, quando un tribunale gli ha nuovamente negato la liberazione.




