Cronaca nera, perché di chiama così e come mai ci affascina tanto

La cronaca nera ci attrare negli ultimi anni. Scopriamo perché succede questo e da cosa deriva questo particolare genere.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

La cronaca nera ci attrare negli ultimi anni. Scopriamo perché succede questo e da cosa deriva questo particolare genere.

In TV e sui giornali si parla sempre di più di cronaca nera, ad attrarre sono soprattutto i casi che hanno tanti “attori” protagonisti e creano in un certo qual modo serialità, al punto da diventare una sorta di portale degli orrori da guardare da lontano. Sul perché questo argomento attragga così tanto si è spesso discusso. Secondo la teoria di Pierre Bourdieu, la cronaca sarebbe manipolazione occulta, ovvero distrazione di massa dalle notizie politiche ed economiche.

In generale però chi consuma e chi produce contenuti di cronaca nera, lo fa con lo stesso obiettivo, ovvero un desiderio di letteratura. Siamo attratti dalle storie extra-ordinarie. Questo filone, infatti, rompe gli schemi della vita normale e più il crimine è efferato più ci respinge, ma allo stesso tempo ci attrae.

La società occidentale e il bisogno di controllo

Soprattutto noi che facciamo parte di una società occidentale avanzata, subiamo di più il fascino di queste storie. È triste dirlo, ma morti in incidenti stradali o su un barcone in mare mentre stanno emigrando, ci “attraggono” meno, perché li percepiamo come morti “normali”. Alcuni noti filosofi moderni come Montaigne, Cavell e Taylor hanno parlato più volte nei propri scritti della vita ordinaria fatta di: farsi una famiglia, lavorare e studiare, coltivare amicizie ecc. Per molti soggetti però questo tipo di vita diventa soffocante.

A quel punto si cerca l’evasione dal reale nella finzione o nello straordinario. Si trova l’evasione nel cinema, nello sport, nella letteratura e infine c’è chi si appassiona alla cronaca nera. Secondo Elisa Caponetti però alle ragioni enunciate qui sopra se ne aggiunge un’altra molto importante: seguire crimini efferati ci dà una strana sensazione di controllo, l’illusione di poter riconoscere meglio il male e quindi prevenirlo guardando ciò che agli altri è successo di brutto.

Perché si chiama così

Per quanto concerne il termine cronaca nera, la sua derivazione è molto semplice e come spesso accade in questi casi affonda le proprie radici nella storia. In passato, infatti, sui giornali, graficamente, fatti del genere venivano inquadrati con una cornice nera. Inoltre, a livello generale, i crimini sono stati associati al genere noir, che per l’appunto racconta atmosfere oscure e drammatiche.

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