Il numero di inondazioni è in costante crescita. A pesare è soprattutto l’innalzamento dei mari. Un vero disastro per il futuro.
Il dato è palese e spaventa tutti, le inondazioni costiere, un tempo si verificavano una volta ogni 100 anni, oggi la loro probabilità è salita di 12 volte, questo naturalmente a causa dell’innalzamento dei mari. Ad incidete maggiormente è il fattore umano, che inevitabilmente sta pesando sul cambiamento climatico. Basti pensare che solo dall’inizio del 1900 ad oggi, il pericolo di inondazioni costiere è aumentato di 4 volte.
Queste sono le conclusioni che arrivano da una ricerca pubblicata su Nature Climate Change. Secondo questo studio le stime storiche sulla frequenza di inondazioni potrebbero essere a questo punto inesatte. Un gruppo di scienziati della Tulane University di New Orleans, infatti, ha fatto delle analisi accurate essendo direttamente coinvolta. La città della Louisiana, infatti, per caratteristiche geografiche è particolarmente esposta alle inondazioni. Basti pensare che durante l’uragano Katrina del 2005 ha peso un quarto dei suoi abitanti.
Lo studio degli scienziati
Gli studiosi hanno analizzato i dati a lungo termine dei mareografi e le simulazioni dei modelli climatici. L’obiettivo era quello di dividere il contributo dei tre elementi che contribuiscono alle inondazioni costiere: fenomeni naturali, movimento del suolo e conseguenza dell’attività umana. Lo somma di questi 3 fattori determina l’entità delle inondazioni in quasi la metà dei 130 siti analizzati in tutto il mondo. Nel 1900 un’inondazione si verificava ogni 100 anni, ora una volta ogni decennio. Sönke Dangendorf, Professore di scienze e ingegneria fluviale e costiera alla Tulane University ha spiegato che l’innalzamento del livello del mare fa si che anche tempeste di minore entità oggi possano provocare inondazioni.
A rendere il tutto spaventoso è il fatto che in alcuni Paesi specifici la situazione è veramente un disastro. A Wellington ad esempio, in Nuova Zelanda, un evento che prima si verificava ogni 100 anni, oggi ha una frequenza di circa 2 volte l’anno. Peggio va a Manila, dove l’estrazione di acque sotterranee ha portato il fenomeno ad aumentare di 300 volte visto che il terreno è sprofondato.
Il minimo comune denominatore presente in ogni inondazione degli ultimi anni però sembra essere il riscaldamento globale. Dagli anni ’60, in poi, infatti, si è notato un maggior rischio di inondazioni a causa dell’innalzamento del livello del mare dovuto proprio a questo fenomeno. Insomma da questa ricerca è emerso che i vecchi modelli di previsione climatica potrebbero essere per l’appunto obsoleti e che si va seriamente verso un mondo dove i disastri climatici saranno praticamente all’ordine del giorno. Per questo motivo bisognerà porre un freno a ciò che si sta facendo in giro per il mondo a sfavore della terra.




