In Bulgaria c’è un professore che insegna a sconfiggere l’intelligenza artificiale: la straordinaria storia di Teodosi Teodosiev

Fisica quantistica, guerra agli smartphone e all’intelligenza artificiale: gli insegnamenti del super professore Teodosi Teodosiev

L’intelligenza artificiale è davvero il nostro futuro? Veramente ci piace pensare che ogni problema venga risolto, ogni dubbio sciolto, ogni soluzione trovata da una chat? Un imperioso no arriva da una scuola della Bulgaria, dove insegna il professor Teodosi Teodosiev, docente di fisica bulgaro che ha fame di essere uno dei migliori insegnanti al mondo, nel campo di sua pertinenza. Quale? Quello “ingrato”, come lo definisce lui stesso, della fisica quantistica. Non proprio una passeggiata la disciplina che insegna agli studenti ambiziosi i cui piani sono quelli di andare a studiare nelle più prestigiose università del mondo. Ed è per questo, secondo Teodosiev, che il cellulare è una specie di anticristo per una giovane mente. Da evitare come la peste.

Facciamo un passo indietro, riavvolgiamo il nastro. Chi è questo severissimo professore bulgaro? Teodosi Teodosiev, 78 anni, insegna gratuitamente in una scuola situata nel cuore dei Balcani, nella Valle delle Rose presso Kazanlak. Siamo in una delle zone più povere d’Europa, e qui le sue lezioni valgono oro. Non badano a spese i genitori dei fortunati studenti che, dietro generoso contributo, partecipano alle lezioni che il professore tiene tutto l’anno. Stage intensivi di fisica teorica.
In un contesto di degrado scolastico tra i più alti del Vecchio Continente, le lezioni di Teodosiev rappresentano un faro di speranza. E, per questo, le richieste del professore sono severissime. A quest’uomo, straordinario esempio di disciplina e resistenza, il canale francese ARTE ha dedicato un reportage che vale la pena recuperare.

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Come battere l’intelligenza artificiale: dalla Bulgaria gli insegnamenti del super professore Teodosi Teodosiev

Almeno 15 le ore di studio richieste ai suoi studenti, i quali fanno bene a dimenticarsi dell’esistenza dello smartphone. Il professore bulgaro bandisce il cellulare nelle sue lezioni, considerandolo come una specie di sonnifero per il cervello dei ragazzi. Uno strumento capace di ammazzare la concentrazione.
Un modello pedagogico senza sconti, che si contrappone a quelli ‘morbidi’ diffusi in occidente. Per riuscire, in poche parole, bisogna sgobbare: non c’è tempo per il riposo, se si ambisce in alto.

Un approccio che si contrappone, per sua natura, ai più recenti sviluppi della tecnologia, in primis all’intelligenza artificiale. Una sirena che seduce chiunque, ma contro cui, secondo il super docente bulgaro, bisogna resistere. “Se riuscite a risolvere un problema che l’intelligenza artificiale non riesce a risolvere, vuol dire che siete insostituibili”: questo il guanto di sfida che lancia ai suoi allievi. Il ragionamento è semplice: se oggi ci sentiamo minacciati dall’AI, tutto quel che c’è da fare è rimboccarsi le maniche, e batterla. Solo così, sostiene il professore, saremo insostituibili, e non ci sarà tecnologia che tenga, contro l’intelligenza umana.