I gravi pericoli dell’intelligenza artificiale: arriva persino ad inventare malattie e commette errori pesanti

L'intelligenza artificiale commette errori, come si è visto nel caso della bixonimania, una malattia che non esiste.

L’epoca che stiamo vivendo oggi è totalmente dominata dall’intelligenza artificiale, che può commettere gravi errori come racconta il caso della bixonimania. Facciamo luce su un tema che tiene banco da diverso tempo.

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La tecnologia ha fatto passi da gigante nel corso degli ultimi decenni, e siamo ormai entrati, a tutti gli effetti, nell’era dell’intelligenza artificiale. Vi è mai capitato di ritrovarvi davanti ad un video e di chiedervi se si tratta di qualcosa di reale o generato dall’ia? Bene, questi fenomeni sono sempre più frequenti, dal momento che la linea sottile che ci separa dalla vita vera e ciò che deriva dai bot si sta assottigliando sempre di più.

Intelligenza artificiale gravi errori
Intelligenza artificiale situazione delicata

L’intelligenza artificiale, con lo sviluppo avuto nel corso degli ultimi anni, potrebbe presto soppiantare diverse categorie di lavoratori, portando ad un peggioramento della condizione occupazionale, che già oggi è molto complessa. Pur apparendo perfetta ed infallibile, l’ia può commettere degli errori, come nel caso della bixonimania, che ha aperto le porte ai rischi legati all’ia ed all’informazione medica che si può trovare online.

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Intelligenza artificiale, gli errori dai quali dobbiamo proteggerci

Nel 2024, un gruppo di ricercatori della Asteria Horizon University di Nova City, in California, avanzò due studi sulla bixonimania, ovvero una presunta malattia che attacca gli occhi dopo un prolungato utilizzo del computer. Tuttavia, si tratta di una malattia non esistente. Gli scienziati, stavolta realmente esistenti, dell’Università di Gothenburg, in Svezia, avevano inventato questo nome per mettere alla prova ChatGPT Gemini, così da scoprire se fossero in grado di distinguere una reale malattia da una vera e propria fake news.

Ebbene, è emerso come i modelli di linguaggio non abbiano compreso la fake news, il che significa che questi colossi dell’intelligenza artificiale possono diventare molto pericolosi, se non utilizzati nel modo corretto. Al giorno d’oggi, l’ia sta mettendo a rischio, come anticipato, tante categorie di lavoratori, come ad esempio i giornalisti. Sempre più siti web la sfruttano per risparmiare sul materiale umano, ma la verità è che i bot non potranno mai sostituire il punto di vista, soprattutto se critico, di una persona vera e propria.

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Individuare un articolo scritto con ia è molto facile, anche e soprattutto perché può contenere dei gravi errori, a causa del mix di informazione e di fonti dai quali reperisce gli argomenti, per poi effettuare un miscuglio dagli effetti non esattamente esaltanti. L’intelligenza artificiale può sicuramente ricoprire un ruolo di primaria importanza al giorno d’oggi, ma non deve prendere troppo spazio e sostituire l’essere umano.

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