L’Italia e l’ennesima classifica deprimente: nel nostro paese non si è più capaci di innovare

Gli scarsi investimenti rendono l'Italia il 31esimo paese al mondo per capacità di innovazione. Al comando c'è Singapore.

Non è certamente il momento storico migliore per l’Italia, un paese che, una volta, era considerato un punto di riferimento sotto tanti punti di vista. La penisola più nota al mondo è in crisi anche nel mondo dell’innovazione.

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Le difficoltà dell’Italia sono ormai sotto gli occhi di tutti, e ci relegano ad una situazione di arretratezza sotto diversi aspetti rispetto alla concorrenza europea e mondiale. I salari sono nettamente inferiori rispetto alla media, senza dimenticare un potere d’acquisto che continua a diminuire e livelli di povertà che aumentano. Nel nostro paese c’è, inoltre, un tema sicurezza, senza dimenticare la fuga di “cervelli”, ovvero tanti giovani costretti ad emigrare per cercare fortune e mettere a frutto i loro talenti.

Italia classifica deprimente
Italia nuova delusione

Purtroppo, le notizie negative vanno anche oltre, e riguardano anche altre sfere, tra cui una che, al giorno d’oggi, risulta essere fondamentale. In base ad una recente classifica, è emerso che l’Italia si trova solamente al 31esimo posto su 49 tra i paesi con la maggiore capacità di innovazione. Al comando c’è una sorpresa, vale a dire un paese emergente come la piccola ma ricchissima Singapore, seguita da Israele e Regno Unito. In Italia non mancano eccellenze come qualità di ricerca accademica e grandi capacità di export, ma ci sono anche dei ritardi strutturali che pesano enormemente.

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Italia, i perché di una crisi che deriva dai pochi investimenti

L’Italia, dunque, non è andata oltre il 31esimo posto nella classifica riservata ai paesi con maggiore capacità di innovazione, ed il ritardo si lega principalmente alla mancanza di investimenti, come avviene anche in tanti altri campi. Il nostro paese è limitato da ritardi strutturali, e tutto ciò rende difficile dare seguito alla volontà di crescita delle aziende e dei vari enti. Gli investimenti, tanto quelli pubblici quanto quelli privati, in settori come la ricerca e lo sviluppo, causano uno stato di arretratezza problematica da gestire.

Il Tema Global Innosystem Index 2026 mette l’Italia di fronte ad una triste realtà, e l’Italia paga dazio anche sotto il profilo del capitale umano, che la posizione solamente al 13esimo posto nella classifica. La nostra penisola è frenata anche dal basso numero di laureati Stem. L’Italia è 37esima per spesa pubblica in educazione in rapporto al Pil, e sembra, davvero, di essere sempre alle solite. Nel paese che molti giudicano come più bello del mondo si ha paura e non si ha la capacità di investire, di sfruttare le competenze più richieste e di dare fiducia a chi ne meriterebbe. E le classifiche sono lì a confermare tutti i nostri punti deboli.

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Tag:Innovazione