Enrico Mentana ha commentato i recenti fatti accaduti in Israele all’equipaggio della Flotilla e non ha usato mezzi termini.
Le polemiche per quanto accaduto in Israele con la Flotilla non si placano. Ad indignare tutti naturalmente ci ha pensato il video realizzato e pubblicato sui social dal ministro Ben-Gvir, che irrideva e prendeva in giro gli italiani mentre si trovavano in ginocchio e bandati. Dopo la reazione dura del Governo italiano, sono subito arrivate anche le parole di Netanyahu, che ha preso le distanze da quello che è comunque un suo ministro.
Durante un Convegno organizzato a Palazzo Giustiniani, nella Sala Zuccari, per ricordare Oriana Fallaci, su iniziativa del senatore Marco Lombardo, c’è stato un piccolo battibecco tra Enrico Mentana e Fiamma Nirenstein. Il giornalista di La7 ha così esordito: “Parlare della Flotilla, così come di qualsiasi altra manifestazione a difesa dei palestinesi di Gaza o di istanze che ci possono sembrare vicine o lontane, vuol dire parlare di un diritto che è delle democrazie. Adesso il para-fulmine è diventato Ben-Gvir, ma cosa ha fatto ieri? Ha filmato con un video quello che comunque stava succedendo”.
Il concetto è chiaro, in questi giorni, spesso, sembra che il problema principale siano le risate e le prese in giro del ministro israeliano. Quest’ultimo però in realtà non ha fatto altro che mostrare quello che stava succedendo e che sarebbe successo a prescindere dal suo post sui social e non va bene. Ci si sta concentrando sul dito che indica piuttosto che la Luna.
Enrico Mentana: “Quelle immagini non appartengono alla nostra cultura”
Mentana, infatti, prosegue: “Non sono le risate di Ben-Gvir che fanno indignare in quel video, è il trattamento delle persone, che non è stato imposto da Ben-Gvir, è stato nei protocolli di azione delle forze israeliane”. Fiamma Nirenstein ha ribattuto che in realtà quegli atti erano figli della volontà di Ben-Gvir e non del Governo israeliano. A quel punto il direttore del TG La7 ha proseguito : “Ci sono le immagini delle altre volte. Possiamo dire quello che vogliamo, ma quel problema c’è ed è grosso come una casa. Quelle immagini ci dimostrano un qualcosa che non ci appartiene, che non appartiene alla nostra cultura, che non appartiene alla nostra civiltà. Se lo fanno dei nostri amici è peggio di quando lo fanno i nostri nemici”.
Parole dure quelle di Enrico Mentana che sottolineano ancora di più la gravità dell’atto compiuto in Israele. Il problema non è il singolo ministro che posta il video e li deride, il vero problema è che oggi, nel 2026, ci sia un Paese che applichi quei metodi su dei manifestanti. L’Italia è un Paese che ha firmato la propria democrazia sul sangue di tanti patrioti e non può accettare in alcun modo che quella stessa democrazia venga calpestata e svilita in quel modo. Davanti ad atti del genere non esistono alleati o nemici.




