L’8×1000, ne sentiamo spesso parlare alla TV, ma come funziona davvero? Ecco cosa bisogna sapere su questo contributo.
Siamo in un periodo dell’anno particolare in cui tutti si affannano a compilare le proprie dichiarazioni dei redditi e torna di moda la questione 8×1000. Tantissime pubblicità ogni giorno ci chiedono di donare questa quota ad una confessione religiosa piuttosto che ad un’altra. In fase di compilazione della dichiarazione dei redditi, infatti è possibile decidere a chi dare questa parte. Se non scegliamo però cosa succede? Semplice, scelgono gli altri per noi.
L’8×1000 è una quota dell’IRPEF che ogni contribuente può scegliere se destinare allo Stato per interventi umanitari, beni culturali ed altro o confessioni religiose, che usano quei fondi per attività sociali, umanitarie e religiose. Non è una tassa o una quota aggiunta. Semplicemente è una scelta, si tratta di decidere a chi destinare quella parte di soldi.
A chi vanno a finire i soldi?
Cosa succede quindi se non decido a chi dare quei soldi? La quota in questione non viene risparmiata o restituita. Il sistema prevede, infatti, che il gettito dell’8×1000 venga comunque distribuito tra le varie opzioni disponibili, seguendo un preciso meccanismo di ripartizione.
In partica lo Stato assegna l’8×1000 in base alla percentuale di firme ricevute dalle varie opzioni. Chi non decide partecipa ugualmente alla ripartizione, ma senza esprimere una preferenza. Per fare un esempio: se il totale dell’8×1000 fosse mezzo miliardo di euro e il 40% delle firme andasse ad una determinata confessione religiosa, quella confessione riceverebbe il 40% dell’8×1000, incluse le quote non assegnate.
Insomma scegliere a chi destinare l’8×1000 è un modo per non far si che siano gli altri a scegliere per noi. Inoltre è un qualcosa di totalmente gratuito, quindi perché non farlo. Se si usa il Modello 730 o Redditi PF bisogna accedere alla sezione “Scelte per la destinazione dell’8×1000” e mettere un segno di spunta nella casella dell’ente a cui si vuole destinare la quota. Infine bisogna confermare la dichiarazione e inviarla. Anche chi non è obbligato a presentare dichiarazione può esprimere la propria scelta usando la Certificazione Unica (CU)




