A chi va l’8×1000 se non scegli una preferenza? La risposta potrebbe non piacerti

L'8x1000, ne sentiamo spesso parlare alla TV, ma come funziona davvero? Ecco cosa bisogna sapere su questo contributo.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

L’8×1000, ne sentiamo spesso parlare alla TV, ma come funziona davvero? Ecco cosa bisogna sapere su questo contributo.

ADV

Siamo in un periodo dell’anno particolare in cui tutti si affannano a compilare le proprie dichiarazioni dei redditi e torna di moda la questione 8×1000. Tantissime pubblicità ogni giorno ci chiedono di donare questa quota ad una confessione religiosa piuttosto che ad un’altra. In fase di compilazione della dichiarazione dei redditi, infatti è possibile decidere a chi dare questa parte. Se non scegliamo però cosa succede? Semplice, scelgono gli altri per noi.

L’8×1000 è una quota dell’IRPEF che ogni contribuente può scegliere se destinare allo Stato per interventi umanitari, beni culturali ed altro o confessioni religiose, che usano quei fondi per attività sociali, umanitarie e religiose. Non è una tassa o una quota aggiunta. Semplicemente è una scelta, si tratta di decidere a chi destinare quella parte di soldi.

ADV

A chi vanno a finire i soldi?

Cosa succede quindi se non decido a chi dare quei soldi? La quota in questione non viene risparmiata o restituita. Il sistema prevede, infatti, che il gettito dell’8×1000 venga comunque distribuito tra le varie opzioni disponibili, seguendo un preciso meccanismo di ripartizione.

In partica lo Stato assegna l’8×1000 in base alla percentuale di firme ricevute dalle varie opzioni. Chi non decide partecipa ugualmente alla ripartizione, ma senza esprimere una preferenza. Per fare un esempio: se il totale dell’8×1000 fosse mezzo miliardo di euro e il 40% delle firme andasse ad una determinata confessione religiosa, quella confessione riceverebbe il 40% dell’8×1000, incluse le quote non assegnate.

ADV

Insomma scegliere a chi destinare l’8×1000 è un modo per non far si che siano gli altri a scegliere per noi. Inoltre è un qualcosa di totalmente gratuito, quindi perché non farlo. Se si usa il Modello 730 o Redditi PF bisogna accedere alla sezione “Scelte per la destinazione dell’8×1000” e mettere un segno di spunta nella casella dell’ente a cui si vuole destinare la quota. Infine bisogna confermare la dichiarazione e inviarla. Anche chi non è obbligato a presentare dichiarazione può esprimere la propria scelta usando la Certificazione Unica (CU)