La Warner Bros quasi 100 anni fa rischiava il fallimento, eppure un film in particolare l’ha salvata e ha dato vita ad un nuovo cinema.
Oggi guardare un film sonoro è una consuetudine, tanto è vero che non lo rimarchiamo nemmeno. Non usiamo più espressioni come quella appena utilizzata, ma li chiamiamo semplicemente film. Questo perché quasi 100 anni fa qualcosa è cambiato per sempre nella storia di questa meravigliosa arte. Naturalmente quando tutto questo è nato non si sentiva l’esigenza di dotare i film di sonoro, non era un problema di tecnologia, quella già c’era, semplicemente quel media era nato così.
Inoltre, cosa da non sottovalutare, i film senza sonoro erano molto più semplici da esportare all’estero visto che non avevano bisogno di una lingua per farsi capire, ma era tutto basato su espressività e gesti. Facciamo però un piccolo passo indietro per capire cosa si nasconde dietro questa clamorosa “invenzione”.
Siamo nei primi anni ’20 e la neonata Warner Bros non se la passa benissimo. Nel 1925 però arriva la sfida che nessuno si aspetta. I fratelli Warner, infatti, decisero di comprare il circuito di distribuzione Vitagraph e l’anno successivo chiusero un accordo con la Western Electric per il sistema sonoro Vitaphone, che permetteva di utilizzare delle tracce audio registrate su disco e sincronizzarle alle immagini durante la proiezione.
Il film che ha lanciato tutto e quello che salvato la Warner Bros
Arriva il 1926 e lo studio produce il primo film con il nuovo sistema Vitaphone, Don Giovanni e Lucrezia Borgia di Alan Crosland. Si tratta in questo caso del primo film muto accompagnato da una componente sonora. L’anno successivo, con lo stesso regista, Warner porta al battesimo quello che erroneamente viene definito il primo film sonoro della storia: Il cantante di jazz.
In realtà quest’ultimo è il primo ad avere anche dei dialoghi parlati anche se sono circoscritti a poco più di 1 minuto durante la canzone Blue Skies. Il cantante di jazz però ha ricevuto questa nomea grazie al suo immenso successo. Fu, infatti, il film con il maggiore incasso del 1927 e permise alla Warner Bros di salvarsi dal fallimento e vincere il premio Oscar speciale per “aver prodotto il pionieristico ed eccezionale primo film sonoro”. La pellicola, con protagonista Al Jolson, è stata anche inserita al 90° posto tra i migliori 100 film americani di tutti i tempi dall’American Film Institute. In seguito Il cantante di jazz ha anche ricevuto 2 remake: nel 1952 interpretato da Danny Thomas e diretto da Michael Curtiz e nel 1980 interpretato da Neil Diamond e diretto da Richard Fleischer. Probabilmente senza questa “invenzione” il cinema non avrebbe conosciuto tutto il successo che ha poi riscontrato in seguito.




