Offerte di lavoro camuffate e l’inglese usato come scudo: viaggio in un’Italia che ha poco da offrire

Il mondo del lavoro in Italia è sempre più preda di sciacallaggio da parte di chi alla fine gioca con le parole per offrire aria fritta. Scopriamo come.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Il mondo del lavoro in Italia è sempre più preda di sciacallaggio da parte di chi alla fine gioca con le parole per offrire aria fritta. Scopriamo come.

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Il mondo del lavoro oggi offre maggiori canali di contatto, ma allo stesso tempo anche più offerte farlocche. Ci sono portali importanti (alcuni proprietari) che offrono vari opportunità in molteplici ambiti. C’è poi LinkedIn, di proprietà di Microsoft, il social network per eccellenza del mondo del lavoro, che mette in contatto ogni giorno milioni di persone in Italia (a livello mondiale nel 2024 ha toccato il miliardo di utenti).

Eppure qualcosa non quadra, qualcosa non funziona per niente. Tra le tante offerte di lavoro, infatti, si nascondono alcune che tali non sono e quindi sei costretto a leggere le informazioni scritte in piccolo a fine proposta per capire che si tratta dell’ennesima fregatura.

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Per prima cosa bisogna fare attenzione ai tanti corsi gratuiti (o addirittura a pagamento) spacciati per lavoro. Come titolo dell’offerta, infatti, troviamo la presunta posizione che potremmo apprendere una volta seguito il corso, ma in realtà non si tratta di un vero lavoro bensì di seguire delle lezioni. Ci sono poi dei lavori da svolgere gratuitamente, è incredibile da credere, ma anche su LinkedIn ad esempio, gli utenti italiani, si ritrovano spesso a scontrarsi con situazioni del genere (che in alcuni casi vengono specificate alla fine dell’annuncio).

Tra titoli altisonanti e frasi fatte per un lavoro che non c’è

Quasi nessuno mai parla di soldi, nelle offerte di lavoro infatti raramente si fanno riferimenti a possibili compensi e soprattutto ci sono alcune formule ormai scontate che nascondono la verità. Quando infatti il lavoro in oggetto non prevede un fisso ed è a provvigioni, l’annuncio, solitamente, è scritto sempre con le stesse modalità. Vi ritroverete così a leggere frasi del tipo: “entrerai in un ambiente giovane e dinamico” o ancora “cerchiamo una persona che abbiamo voglia di mettersi in gioco”. In alcuni casi, invece, addirittura si usa un termine accusatorio nei confronti dell’utente, quasi come se fosse una colpa quella di chiedere un compenso per il proprio lavoro e vi ritrovate a leggere frasi del tipo “Non vogliamo persone che cerchino un lavoro monotono” o ancora “Vogliamo persone che abbiano una visione”.

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C’è poi il trucco dell’inglese che viene usato a volte anche senza criterio. Quasi tutte le offerte di lavoro, infatti, descrivono la posizione che andrai a ricoprire con un nome in inglese. Questo viene fatto per dare maggiore altisonanza anche a mansioni più umili. Diventano così improvvisamente tutti manager, e vi ritroverete a leggere posizioni del tipo Media Distribution Officer, per chi fa del semplice volantinaggio o ancora Sanitation Engineer, per riferirsi a chi si occupa di pulizia e raccolta rifiuti. In questo caso l’elenco potrebbe essere davvero infinito.