Il futuro dell’Italia (e non solo) è a rischio. Cerchiamo di capire che Paese stiamo lasciando ai nostri figli.
Ogni minuto, ogni ora, ogni giorno, costruiamo un piccolo brandello della società che sarà nel prossimo futuro. Naturalmente non tutti abbiamo la stessa incidenza sulle sorti del mondo, ma tutti contribuiamo a rendere la terra il posto bello o brutto che in futuro vivremo. L’Italia non è mai stato negli ultimi anni un Paese per giovani e con il passare del tempo la situazione è peggiorata. I ragazzi tra i 20 e i 30 anni che hanno vissuto di riflesso già una crisi economica (quella del 2008) e oggi si ritrovano ad affrontarne un’altra dopo il dramma del Covid-19, sono ormai smarriti, non sanno che direzione prendere, se non quella di scappare (in alcuni casi) via, lontano da qui.
L’Italia è tra le grandi potenze europee quella con il salario più basso in assoluto, con una crescita dimezzata rispetto al resto del Continente. Allo stesso tempo stiamo spostando sempre più in avanti l’età della pensione, questo porta come diretta conseguenza a dei giovani che entrano ormai sempre meno giovani e in maniera sempre più precaria nel mondo del lavoro. A questo si uniscono i tassi d’interesse sempre più alti per mutui e prestiti che non permettono ai ragazzi di comprarsi una casa o mettere su un’attività indipendente.
A questo punto i ragazzi hanno difficoltà ad emanciparsi dalla famiglia e a metterne su una propria. Questo ha riflessi inevitabilmente sulla natalità del nostro Paese. Solo nel 2025 abbiamo toccato un altro picco negativo storico abbassando il numero di bambini del 3,9% rispetto all’anno precedente. In poche parole stiamo tenendo i ragazzi fuori dal sistema vita: non possono lavorare, non possono andare a vivere da soli, non possono riprodursi e soprattutto non possono essere felici. I giovani italiani di oggi, infatti, non hanno modo di coltivare sogni per il futuro perché irraggiungibili e troppo costosi e la situazione sembra solo peggiorare.
Il futuro è a rischio: cosa bisogna fare
L’avanzare delle nuove tecnologie come AI e robot sta spingendo già in questo momento nuove aziende a rivedere i propri piani di assunzione, operando tagli anche al personale già esistente. Tutto questo naturalmente nell’ottica del mero profitto. Grazie a software e macchine automatizzare infatti oggi molti compiti che prima venivano svolti da operai e tecnici sono sostituibili. Tutto questo sta portando l’Italia (ma non solo) ad avere un tasso di povertà mostruoso, che si aggira intorno al 10% della popolazione ormai.
Le disuguaglianze si stanno ampliando sempre di più distruggendo definitivamente la classe media e creando una spaccatura nel Paese tra ricchi e poveri. Al momento circa il 5% più ricco delle famiglie italiane detiene quasi il 50% delle ricchezze del Paese e questo dato non migliora se lo rapportiamo a livello mondiale dove addirittura il 10% più ricco della popolazione detiene il 75% del patrimonio complessivo mondiale. La situazione in futuro potrebbe peggiorare con questi nuovi sistemi di automazione che non faranno altro che accentrare ancora di più le ricchezze mondiali.
Naturalmente questo sistema rischia seriamente di implodere su sé stesso. A questo va naturalmente sommata anche la gravissima crisi energetica che stiamo vivendo. Quale ricetta quindi usare per il futuro? Per prima cosa puntare sull’energia rinnovabile e capire che le risorse del nostro pianeta non sono infinite e continuare sull’attuale strada ci porterà solo a continue guerre per aver un pozzo di petrolio in più.
Allo stesso tempo però bisognerà anche mettere a punto delle leggi che mettano dei paletti alle nuove tecnologie e alle grandi holding. Il futuro lo stiamo costruendo adesso e se non vogliamo accompagnare i nostri giovani verso il baratro c’è bisogno di modificare un po’ di cose, altrimenti assisteremo ad un mondo infelice e che brucia, quello che il presente ci ha già fornito oggi come antipasto.



