Qualche anno fa GameStop si è ritrovata al centro di un boom in borsa che ha praticamente mandato sul lastrico i grandi fondi speculativi.
Tutti gli amanti dei videogame conoscono GameStop, un’azienda statunitense che ha aperto varie sedi pure in Italia. Si tratta del più grande rivenditore di videogame nuovi e usati al mondo. Si occupa inoltre anche del commercio di console e apparecchi di vario genere per giocare e più di recente anche di giochi da tavolo e memorabilia a tema game e cinema. Nell’ultimo biennio l’azienda ha chiuso quasi tutti i suoi negozi in giro per il mondo e ha dichiarato di volersi concentrare sul mercato delle carte collezionabili.
La crescente crescita dei giochi online e dello streaming ha infatti tagliato le gambe a quello che si poteva definire un po’ il Blockbuster dei videogiochi. Ciò che in molti non sanno però è che GameStop è stata protagonista di un’operazione finanziaria così unica nel suo genere che oggi viene studiata, soprattutto in America, in ambito accademico.
Siamo nel 2021, in piena pandemia, a inizio anno le quote di GameStop valgono appena 17 dollari, improvvisamente, il 27 gennaio arrivano a 483 dollari. A spingere il tutto è il Reddit r/wallstreetbets, che poteva contare su 9,4 milioni di iscritti e discuteva di temi come trading e azioni. L’improvviso acquisto di ingenti quote dell’azienda ha creato ciò che in gergo azionario viene definito short squeeze, determinando di fatto un incremento vertiginoso del prezzo.
L’exploit GameStop e la crisi di Melvin Capital
Una vera e propria catastrofe per molti grandi fondi speculativi. In poche parole Davide che batte Golia. Si, perché sino a quel momento solitamente erano i pesci grossi a comandare il mercato a discapito dei piccoli investitori. Nel caso GameStop invece si verificò che i piccoli investitori comprendo le azioni su app come Robinhood fecero schizzare il titolo, questo costrinse i fondi a ricoprire le posizioni per limitare le perdite, alimentando di fatto ancora di più il rialzo.

In pochissimo tempo un gigante americano come la Melvin Capital, che nel gennaio 2021 aveva 8 miliardi di dollari di asset in gestione, subì perdite del 53% (pari a 6,8 miliardi di dollari). Ad un certo punto perdeva anche 1 miliardo di dollari al giorno. Alla fine a metà 2022 la Melvin Capital ha annunciato la chiusura del fondo e la restituzione dei fondi rimanenti ai clienti. Un vero e proprio disastro.
E pensare che la situazione poteva diventare molto più disastrosa per i fondi perché ad un certo punto la stessa Robinhood e altre app, per limitare lo short squeeze oscurarono il tasto buy lasciando aperto solo il sell, così da costringere in un certo senso gli azionisti a vendere. Questo salvò i fondi speculativi da un crollo mostruoso. Naturalmente tutto questo ha subito sollevato enormi polemiche poiché il blocco agli acquisti è stato visto come una manipolazione del mercato, così da evitare che i piccoli risparmiatori potessero arricchirsi. La cosa ha fatto ancora più rumore perché negli altri casi di short squeeze precedenti, dove erano i grossi fondi a speculare, non era mai arrivato un blocco del genere. Quei giorni però hanno cambiato per sempre il mondo dell’economia perché tutti hanno capito che nell’epoca moderna, grazie alla rete, tanti piccoli risparmiatori possono unirsi e buttare giù un impero in poche ore.



