Internet potrebbe sparire così come lo conosciamo oggi. Scopriamo in che direzione si sta muovendo la rete per l’immediato futuro.
L’intelligenza artificiale negli ultimi mesi ha preso pesantemente piede nelle nostre vite, la velocità alla quale viaggia è impressionante. Ormai è diventata una corsa da parte di tutti di infilarla all’interno di ogni cosa, dalla TV al nostro orologio da polso, passando anche da alcuni siti web che si stanno dotando di una propria AI che risponde alle domande degli utenti. Chi però potrebbe subire i principali mutamenti da questo punto di vista pare proprio sia il web.

Dimenticate l’internet che avete imparato a conoscere negli ultimi anni, il futuro potrebbe essere lontano da Google (almeno per come lo conosciamo). Sappiamo che oggi internet viene usato dalla maggior parte delle persone per rispondere a domande anche banali sulla vita quotidiana: come si fa quello, come si fa quell’altro, ecc. L’arrivo di queste AI come ad esempio ChatGPT ha creato un’intensa spaccatura nel sistema. Le persone non cercano più su Google o altri motori di ricerca l’informazione per poi cercare il sito che risponde meglio alla propria richiesta, piuttosto digitano il prompt su una chat AI per farsi rispondere.
Google cambia per non morire
Questo naturalmente ha subito messo in allarme un colosso come Google che temendo di sparire, schiacciato dal nuovo che avanza ha deciso di creare una propria AI (Gemini), che già è stata implementata anche nel motore di ricerca (avete presente AI Overview? Quelle spiegazioni che spesso vi escono prima dei siti). Il futuro della rete quindi sarà sempre più spinto verso queste AI, che nel giro di poco tempo soppianteranno completamente i classici motori di ricerca e non è detto che questa volta Google si becchi il monopolio come è avvenuto l’ultima volta.
Qui però nasce un problema abbastanza importante. I siti non ricevono più traffico e quindi non guadagnano nulla. A loro volta i banner pubblicitari spariscono da questi ultimi e si spostano altrove. In America ad esempio alcune AI già stanno implementando pubblicità all’interno. Il problema però sta nel fatto che se tutti i siti vengono a mancare, a quel punto l’AI non avrà più nulla in cui cercare.
In Australia ad esempio è stata proposta una legge che prevede una tassa ai big del web che non pagano gli editori locali per i contenuti sfruttati dalle proprie AI. A quel punto i vari Google, Meta e ChatGPT saranno costretti a stipulare accordi con gli editori per sfruttare i loro contenuti, altrimenti pagheranno più tasse. Questo potrebbe permettere al sistema di autofinanziarsi ancora e restare in vita.
Allo stato attuale in Italia diverse aziende editoriali stanno già chiudendo bottega e tanti giornalisti sono finiti per strada senza un lavoro. Nei prossimi mesi potremo assistere alla completa distruzione di tutte quelle testate che negli anni sono nate e si sono consolidate sul web, lasciando spazio al massimo a quelle di vecchia data che possono usufruire anche dei contributi statali. Staremo a vedere, intanto ogni giorno che passa compaiono sempre più siti gestiti completamente da AI anche da Paesi esteri che producono fake news o notizie “vuote” di contenuti in un loop infinito che rischia di impoverire ancora di più la qualità di un settore già da anni in crisi. Internet come lo conosciamo sta sparendo sotto ai nostri piedi.




