Quella volta che Mercedes decise di sfidare la Panda: c’era anche un indizio nel nome, ma in pochi lo sanno

Mercedes 30 anni fa decise di scendere nel campo delle utilitarie. Scopriamo i segreti di un progetto iconico dell’automotive.

Mercedes è un marchio premium e si è sempre occupato di costruire auto di un certo livello. Nel mondo dell’automotive d’altronde c’è sempre stata una differenziazione tra i brand, non vedremo mai un pick up Ferrari così come non ci sarà mai una Jeep coupé. Diversi anni fa però il colosso di Stoccarda decise di scendere in pista nel campo delle utilitarie, con un modello che ha poi fatto la storia creando da zero un nuovo marchio: Smart.

Nato nel 1996, il marchio Smart si distinse sin da subito per la produzione della Fortwo, un’auto 2 posti molto piccola, adatta per l’uso cittadino e lunga appena 2 metri e mezzo. L’attuale denominazione è arrivata però solo nel 2002, in precedenza, infatti, si chiamava Micro Compact Car GmbH.

Smart, un marchio pop con un futuro cinese

Il progetto di realizzare una biposto griffata Mercedes è addirittura del 1972, ma negli anni fu accantonato e ripreso varie volte. Vero tratto distintivo della Smart è costituito dalla cellula Tridion a vista, che permette di proteggere gli occupanti della vettura in caso di incidente. A questo vengono accompagnati dei pannelli in policarbonato facilmente removibili, che quindi consentono al cliente di poter personalizzare la propria vettura.

Quella volta che Mercedes decise di sfidare la Panda: c'era anche un indizio nel nome, ma in pochi lo sanno
Smart ForTwo – Tuttonotizie.eu

Il prezzo di lancio in Italia fu di 18 milioni di lire e si distinse in maniera particolare per la grande dotazione di base. La Smart, infatti, era molto avanti per l’epoca e aveva dei dettagli da auto di livello superiore come l’ABS, il climatizzatore, il cambio automatico, l’alzacristalli elettrico e il servosterzo elettrico come optional.

Quello che in molti non sanno però è che il nome Smart non è propriamente ciò che si legge, ovvero non è il termine inglese che sta per intelligente o astuto, ma è in realtà un acronimo. Il suo vero significato, infatti, è Swatch Mercedes ART. Questo è dovuto al fatto sul crepuscolo del 1989 la ForTwo prende forma grazie ad una partnership tra la marca di orologi Swatch e la Casa di Stoccarda per creare la Swatchmobile. Curiosamente, pur mantenendo ancora quel nome, poco dopo l’uscita della prima Fortwo i rapporti tra Swatch e Mercedes vennero meno e il marchio teutonico fondò la MCC, azienda produttrice della vettura che rilevò le quote azionarie del noto brand di orologi.

Negli anni Mercedes si è spesso avvalsa di alcune collaborazioni per produrre le varie Smart, in particolare ha avuto rapporti con Renault, con la quale ha collaborato anche per il marchio principale per i motori montati su alcune Classe A. Oggi Smart è al 50% ancora di Mercedes, ma l’altro 50% è della Geely Holding Group, un colosso cinese che aiuterà il marchio di Stoccarda a proiettarsi nel futuro elettrico dell’automotive e ad abbattere i costi di sviluppo e produzione.