Colloquio di lavoro, le regole d’oro: gli errori da evitare che tutti commettono

Vademecum per un perfetto colloquio di lavoro: come fare buona impressione fin dal primo incontro

Quale miglior giorno dell’anno di un lunedì di gennaio per pensare a trovare un nuovo lavoro? Un passo impegnativo, che richiede preparazione e studio da un lato, ma anche una buona dose di ambizione e consapevolezza. Di cosa si ambisce, dove si vuole arrivare, cosa raggiungere. Una volta risolte queste premesse, lo step successivo è fissare un colloquio di lavoro, e presentarsi al meglio.
Un momento in cui non tocca solo dimostrare competenze tecniche, ma anche, soprattutto, comunicare affidabilità, coerenza e capacità di inserirsi in un contesto aziendale.

Di sicuro, la prima cosa da tenere a mente, è che la prima impressione è quella più importante, e nasce da un insieme di elementi: linguaggio verbale e non verbale, preparazione, abbigliamento. Ma anche gestione delle emozioni.

Colloquio di lavoro, la prima impressione è fondamentale

Elementi preziosi sono la puntualità, l’educazione e l’attenzione. Arrivare in ritardo orienta il colloquio di lavoro su un terreno già impervio, e se si mostra rispettosi e cordiali si parte con una marcia in più.
Una volta che ci si presenta ‘armati’ di questi elementi, la parte più difficile è il confronto verbale. In molti peccano nel presentare tutte le competenze ‘a valanga’, elencando, cioè, esperienze, corsi di studio, titoli, ruoli svolti in maniera asettica e sterile. Meglio, invece, se ci si racconta in modo più spontaneo, seguendo il filo del discorso, e lasciando al responsabile delle risorse umane la conduzione del colloquio.

Evitare, poi, eccessi di confidenza o rigidità eccessiva: mantenersi, insomma, nel mezzo. Errore molto comune da non commettere assolutamente, è quello di criticare in modo esplicito esperienze lavorative precedenti. Sbagliato: non bisogna mostrare rancore, perché si dà l’impressione di una persona, appunto, rancorosa, che non sa lavorare in team.

colloquio di lavoro (2)

Come vestirsi a un colloquio di lavoro: l’importanza dell’abbigliamento giusto

Infine, è bene curare anche l’abbigliamento per un colloquio di lavoro: una forma di comunicazione che fa la sua parte in modo significativo. Partire, innanzitutto, da una regola d’oro: la scelta dell’outfit deve riflettere il contesto aziendale e il ruolo per cui ci si candida. Facciamo un esempio: se ci si candida per commesso in un negozio di articoli sportivi, non è il caso di presentarsi in giacca e cravatta.
Sobrietà e cura sono sempre ben accetti: scegliere colori neutri, piuttosto che sgargianti, capi ben stirati e uno stile ordinato che trasmetta attenzione ai dettagli.

Per le donne, sconsigliato un make-up troppo pesante: meglio uno stile più sobrio, e meglio, per tutti, non eccedere col profumo, potrebbe infastidire. 
Accessori, trucco e profumo richiedono moderazione: l’obiettivo resta valorizzare la persona, non distrarre. Insomma: fare colpo durante un colloquio di lavoro non significa impressionare a tutti i costi, ma lasciare un segno positivo attraverso autenticità e preparazione. Informarsi sull’azienda, sui suoi valori e sul ruolo dimostra interesse concreto e spirito di iniziativa. Raccontare il proprio percorso con esempi mirati rende le esperienze più credibili e memorabili.