Napoli, la Santa delle coppie sterili: la sua storia è da brividi

Napoli, Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, la mistica che attira fedeli da tutta Italia

Una storia di fede, misticismo e speranza lega i Quartieri Spagnoli di Napoli al culto di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, la prima donna del Sud Italia a essere canonizzata. La sua vicenda spirituale e la sua devozione alla Passione di Cristo continuano ancora oggi a essere fonte di ispirazione e di preghiera, soprattutto per le donne che desiderano la grazia della maternità.

A raccontare e divulgare la sua storia è la guida turistica Anna Perno, conosciuta sui social come @napoli_reale. Sul suo profilo ha recentemente raccontato la storia della santa, riportando episodi che hanno contribuito a renderla una figura di profonda spiritualità. “Lei riusciva a vedere qual era il tuo dramma già prima che tu parlassi, perché riusciva a leggere il cuore. Aveva le stigmate, perciò è chiamata la santa delle Cinque Piaghe. Una donna piangendo, si buttò ai suoi piedi e insieme pregarono. La santa disse: “Non devi piangere più perché tu partorirai tre figli”. Quindi aveva capito che il dramma della donna era quello di concepire un bambino”, racconta Perno.

La vita di Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo

Nata nel 1715 a Napoli con il nome di Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo, entrò nel Terz’Ordine Regolare di San Francesco, scegliendo una vita di umiltà e profonda dedizione religiosa. Segnata da sofferenze familiari, trovò nella spiritualità francescana la forza di vivere in imitazione della Passione di Cristo. Le stigmate e le estasi mistiche l’accompagnarono per gran parte della sua vita, rendendola nota come una donna mistica capace di entrare in contatto con il divino. Canonizzata nel 1867 da papa Pio IX, fu la prima donna del Meridione a ricevere questo riconoscimento e divenne compatrona della città di Napoli.

Il santuario e la sedia della fertilità

Oggi la memoria di Santa Maria Francesca è custodita nei Quartieri Spagnoli, nell’antica abitazione trasformata in santuario verso la fine del XVIII secolo. All’interno si conservano un altare, un dipinto che raffigura la sua morte, una statua della Santa e della Divina Pastora. Ma il cuore della devozione popolare è la cosiddetta sedia della fertilità, su cui le donne si siedono per chiedere la grazia di avere figli. Pellegrini provenienti da tutta Italia giungono a Napoli per vivere questo momento di preghiera e affidare le proprie speranze alla “Santa delle mamme”. La sua figura, oltrepassando i confini della storia, continua a offrire conforto e speranza, rafforzando l’immagine di Napoli come città profondamente legata alla fede e alle tradizioni popolari.