Zuppa di cozze, perché si mangia il giovedì santo

Zuppa di cozze, la tradizione che nasce da un divieto: "Perché si mangia il Giovedì Santo"

Quella di mangiare la zuppa di cozze il Giovedì Santo è una tradizione diffusa in particolare a Napoli (ma non solo): arriva da lontano e nasce da un divieto. 

Come tante altre occasioni, anche la Pasqua ha le sue tradizioni da rispettare rigorosamente. Tra il sacro e il profano, queste tradizioni vengono puntualmente seguite da milioni di persone. Spesso, però, senza conoscerne la reale origine. Per quanto riguarda le festività pasquali, in alcune zone d'Italia (in particolare a Napoli e più in generale nel meridione), è tradizione culinaria la sera del Giovedì Santo mangiare la cosiddetta zuppa di cozze.

La zuppa di cozze alla napoletana non ha una ricetta unica: le varianti, come accade a tanti piatti della tradizione, sono molteplici. Si tratta, come è facilmente intuibile dal nome, di una pietanza molto gustosa a base di cozze, che prevede generalmente l'aggiunta di polpo, maruzzielli, scampi e altre specialità di mare. Il tutto condito con olio, pomodorino, prezzemolo sale, pepe, aglio, peperoncino e freselline croccanti. Imprescindibile è la presenza della salsa piccante.

@domeniquino7

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Zuppa di cozze il Giovedì Santo: il divieto che ha fatto nascere la tradizione

La tradizione della zuppa di cozze
Giovedì Santo e zuppa di cozze: l'origine della tradizione. Fonte: TikTok

Perché, quindi, la cena del Giovedì Santo è quella tradizionalmente legata alla zuppa di cozze? L'usanza nasce, di fatto, da un divieto ed è spiegata da Domeniquino7 in un video su TikTok. Il divieto è quello di Padre Gregorio Maria Rocco, che impose a Re Ferdinando I di Borbone, che era senza dubbio una buona forchetta, di limitarsi a tavola almeno durante la Settimana Santa. Tra i due si arrivò così a un compromesso: pietanze più leggere, ma senza rinunciare alle cozze. Il reale diede così mandato agli chef di corte di preparare le cozze in maniera un po' meno "sontuosa", ovvero in una zuppa di pomodoro e con l'aggiunta di una salsa piccante.

Tornato dallo struscio pasquale del Giovedì Santo a via Toledo, una delle strade principali della città di Napoli, al Re fu servita quella che potremmo definire la prima zuppa di cozze. Chiaramente diversa da quella moderna, ma senza dubbio sua antenata. La notizia della nuova pietanza uscì dalle mura reali e si diffuse rapidamente tra le strade cittadine. Un po' per voglia di emulare la dieta dei reali, potendo permettersi quello che era senza dubbio un piatto meno costoso di quelli solitamente mangiati a corte, i napoletani da allora iniziarono a mangiare la zuppa di cozze, facendola diventare usanza da associare al Giovedì Santo. Il tutto grazie a Padre Gregorio Maria Rocco e al suo divieto nei confronti di Re Ferdinando I di Borbone.

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