Grosseto, prelievi dal conto corrente all'insaputa del risparmiatore

Grosseto, gli prelevano soldi dal conto corrente ogni due mesi: l'incredibile scoperta dopo 5 anni

Un uomo di Grosseto si è accorto solo dopo 5 anni che dal suo conto corrente venivano prelevati 15 euro ogni bimestre senza consenso. La questione è finita davanti all'Arbitro bancario.

Ha dell'incredibile la storia riguardante un uomo di Grosseto, che si è scoperto vittima di un vero e proprio raggiro. Ma non è tutto: l'uomo, infatti, ha dovuto anche lottare contro la banca, prima di riuscire a portare la vicenda di fronte a un giudice, che gli ha riconosciuto la ragione.

La storia è raccontata da Confconsumatori. Un uomo si è visto scalare dal proprio conto corrente bancario 15 euro ogni bimestre, senza che però avesse fornito alcun consenso. L'uomo si è accorto di questi strani prelievi, da parte di una società alla quale non aveva mai firmato il consenso all'addebito della somma, solo nel corso del 2023. I movimenti, però, avvenivano già dal 2018, per un totale di 15 euro ogni due mesi per circa 5 anni. Accortosi di quanto stava accadendo senza il suo consenso, l'uomo si è rivolto alla propria banca.

Grosseto, uomo vittima di un raggiro: l'Arbitro bancario gli dà ragione

Grosseto, uomo scopre prelievi sul suo conto corrente
Grosseto, prelievi dal conto corrente per il risparmiatore inconsapevole

Da correntista, l'uomo vittima di questo vero e proprio raggiro aveva chiesto alla propria banca di revocare il Rid per il futuro e di restituirgli le somme già prelevate. L'istituto bancario, però, non non gli ha restituito il denaro senza il suo consenso, ma ha anche ostacolato la revoca del Rid. È proprio a questo punto che il risparmiatore ha deciso di rivolgersi a Confconsumatori Grosseto. In questo modo ha visto riconosciuti i suoi diritti. Tramite un reclamo, infatti, l'associazione ha ottenuto la revoca del Rid ed è poi riuscita a portare la vicenda all'Arbitro bancario.

Nel mese di gennaio è arrivata la decisione del collegio bolognese dell'Arbitro bancario. È stato deciso che la banca, in mancanza di una prova scritta del consenso del consumatore al pagamento tramite Rid, debba rimborsare tutti gli addebiti. L'Arbitro bancario, infatti, ha riconosciuto che, in caso di contestazioni, il Psp (prestatore di servizi di pagamento, in questo caso la banca) è tenuto ad una verifica sul rapporto tra il creditore e il debitore. L'intermediario è dunque responsabile se non documenta l'esistenza del mandato di pagamento, ovvero il consenso al prelievo da parte del debitore.

Andando fino in fondo, insomma, l'uomo di Grosseto è riuscito ad avere meglio in una vicenda che fino ad allora lo aveva visto vittima inconsapevole e gli era costata 15 euro a bimestre per circa 5 anni. Il principio stabilito, spiega Confconsumatori, è che il consumatore deve autorizzare il Rid in forma scritta e la banca deve procedere al pagamento solo una volta verificata la sottoscrizione del proprio cliente.

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