Guerra USA-Iran, tutti dicono che hanno vinto: vuoi vedere che qui perdiamo solo noi?

Il conflitto tra USA, Israele e Iran continua ad andare per le lunghe nonostante tutti i partecipanti annuncino di aver vinto. Vediamo perché.

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Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Il conflitto tra USA, Israele e Iran continua ad andare per le lunghe nonostante tutti i partecipanti annuncino di aver vinto. Vediamo perché.

Se in queste ore ascoltate le dichiarazioni dei leader di Iran e USA i contenuti sono più o meno gli stessi, entrambi, infatti, sostengono di aver ottenuto una schiacciante vittoria sull’avversario che deve solo arrendersi all’altro in breve tempo. A questo punto verrebbe da chiedersi, chi ha ragione? La verità come sempre sta nel mezzo e in questo momento, in maniera assoluta, non si può affermare che una delle due forze in campo (3 se ci mettiamo Israele) abbia effettivamente trionfato.

Dal punto di vista prettamente militare, indubbiamente, USA e Israele hanno in questo momento il predominio, sono in netto vantaggio. Gli Stati Uniti controllano i celi iraniani e hanno colpito con diversi raid alcune delle basi più importanti degli avversari. La quantità di obiettivi colpiti è impressionante, quindi diciamo che militarmente ha vinto il fronte capitano da USA.

Cosa sta facendo l’Iran

C’è un problema però, l’Iran, al momento, sta vincendo la guerra dal punto di vista politico-economico. Sta infliggendo, infatti, danni e instabilità non solo agli Stati Uniti, ma a tutto l’Occidente. L’Iran dosa l’uso delle armi ad obiettivi specifici come le basi dell’America presenti nel Golfo e soprattutto mina la stabilità economica mondiale minacciando o chiudendo quello che è diventato ormai il celebre stretto di Hormuz.

La pressione sul prezzo del petrolio e sulle rotte commerciali sta facendo aumentare a dismisura il costo della guerra per gli Stati Uniti portando ad una crisi energetica di proporzioni mondiali. Questo naturalmente fa crescere anche il malcontento interno al Paese, e questa non è mai una cosa positiva.

Nonostante i bombardamenti il regime non è crollato e non ha ancora usato le armi pesanti perché punta ad una guerra di logoramento sfiancando gli avversari. Questo per l’Iran vuol dire sicuramente un prezzo altissimo in termini di vite, ma per l’Occidente significa un impoverimento generale di difficile sostegno. Naturalmente questo conflitto non può risolversi con un nulla di fatto, sarebbe deleterio per l’immagine di tutte le forze in campo.

Le conseguenze per l’Europa

Per questo motivo la cosa migliore è trovare un punto d’incontro tra le parti per concedere all’uno e all’altro Paese delle piccole vittorie sui temi che più stanno a cuore. Intanto però chi la guerra la sta perdendo e anche pesantemente è il popolo occidentale, che in questo momento sta affrontando una crisi economica enorme e che potrebbe addirittura peggiorare. In particolare siamo proprio noi europei che pagheremo il conto più salato di questo conflitto, vista la nostra storica dipendenza da petrolio e gas. Anche per questo motivo in Ue si continua a discutere sulle misure da mettere in atto per incentivare una maggiore autonomia energetica da parte dei 27 Paesi aderenti.

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