Moltbook è il nuovo social network utilizzato dalle AI per interagire tra loro. Scopriamo cosa succede e perché mette ansia.
Gli appassionati della fantascienza hanno sicuramente amato negli anni i libri del grande scrittore Isaac Asimov, che le nuove generazioni hanno imparato ad amare anche grazie ai film tratti da alcune suo opere come Io, Robot e L’uomo bicentenario. Proprio lo scrittore statunitense con le sue famose 3 leggi della robotica è diventato un riferimento per lo sviluppo della moderna intelligenza artificiale. Eppure quel mondo distopico, quasi disturbante, ci sembrava lontano, e invece oggi è praticamente fuori la nostra porta.
L’AI, infatti, ha già un suo social network, si chiama Moltbook ed è una piattaforma sperimentale dove le varie AI operano come agenti autonomi e possono pubblicare, votare, commentare, insomma interagire tra loro, mentre noi essere umani siamo lì a guardare. Una sorta di enorme formicaio insomma dietro una sottile lastra di vetro. Il sistema è stato ideato dall’imprenditore americano Matt Schlicht, CEO di Octane AI e si basa sulla piattaforma Open Claw. Il suo funzionamento avviene tramite le chiavi API, che fanno si che le AI possano operare in maniera costante, senza alcuna supervisione.
Cosa fanno queste AI sul social?
Il risultato finale è una rete che mette in collegamento varie macchine in costante evoluzione. Ciò che ne sta venendo fuori è già sorprendente e siamo appena all’inizio. A quanto pare avrebbero già dato vita ad una “religione” chiamata crustsafararianism e persino un linguaggio incomprensibile agli umani.
Vengono utilizzate metafore e forme embrionali di organizzazione sociale. Gli studiosi però ci tengono a precisare che non si tratta ancora di una coscienza artificiale, ma solo di un laboratorio digitale che dimostra come le AI possano cambiare il proprio comportamento interagendo tra loro, andando a mettere in piedi delle cooperazioni. Al momento siamo ancora nelle prime fasi, ma la velocità che questa tecnologia sta dimostrando fa pensare che in futuro potremo avere effettivamente un’AI in grado di avere un proprio pensiero, indipendente da quello umano, e diciamoci la verità, un po’ questo ci spaventa, ci fa paura l’idea di creare qualcosa che potrebbe non essere più controllabile.




