Colloqui di lavoro, esperta rivela 3 bugie che puoi dire prima di essere assunto

Un’esperta rivela quali sono le 3 bugie che puoi dire a un colloquio di lavoro prima di essere assunto.

Un’esperta di lavoro, ha rivelato quali sono le 3 bugie più comuni che si possono dire durante i colloqui di lavoro. Conosciuta sui social come @lavoroconmarianna, l’esperta fornisce spesso consigli su come approcciare al meglio durante i colloqui di lavoro per fare bella figura col recruiter e per riuscire soprattutto ad ottenere il posto di lavoro.

3 bugie che puoi dire ai colloqui di lavoro, secondo un’esperta

L’esperta suggerisce che ci sono 3 bugie cosiddette anche ‘bianche’ che puoi dire durante un colloquio di lavoro. Un po’ come al primo appuntamento romantico, anche a colloquio si cerca sempre di giocare le carte vincenti. Se il recruiter chiede se si stanno facendo anche altri colloqui, la risposta non dovrebbe mai essere ‘no’. In questo modo si rende il proprio profilo poco interessante. Sarebbe meglio rispondere: “Sì, ho altri processi di selezione in corso, ma onestamente la vostra è quella che mi interessa di più”. Se poi chiedono perché si vuole lasciare l’attuale lavoro, non bisognerebbe mai rispondere parlando male di coloro che dirigono.

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Esperta di lavoro-Tuttonotizie.eu

Il rischio è quello di fare una cattiva impressione, lasciando pensare che in un futuro potrebbe accadere lo stesso anche con loro. La risposta adatta sarebbe: “Diciamo che non vedo più spazi di crescita all’interno dell’azienda e ho voglia adesso di mettermi in gioco in una nuova opportunità”. Infine, se dovessero chiedere come ci si vede tra circa 5 anni, non bisognerebbe mai rispondere: “Non lo so”. La migliore risposta da dare sarebbe: “Spero di essere cresciuta professionalmente, seguendo però gli stessi valori e la stessa motivazione che ho oggi”. 

A colloquio, dunque, non bisogna essere sempre sinceri al 100%. L’esperta suggerisce che essere sempre se stessi non deve corrispondere al dire tutto ciò che passa per la testa. Non si tratta di autenticità, ma di assenza di filtro e di buon senso. La verità è che anche i colloqui di lavoro sono un esercizio di comunicazione. Non si finge di essere qualcun altro, ma si sceglie cosa mettere in luce di se stessi, proprio come quando si va a un primo appuntamento. Non è che si mente spudoratamente, semplicemente non si mettono in risalto determinati possibili ‘difetti’. Le famose bugie bianche, molto spesso non sono bugie vere, ma versioni più intelligenti, eleganti e professionali della verità. Un modo, dunque, per trasformare una lamentela in voglia di crescita, cambiare un dubbio in ambizione e mutare un malcontento in desiderio di cambiamento.