ChatGPT e compiti da casa: le parole d’oro del professore di fisica Vincenzo Schettino, perché è bene educare i bambini all’uso intelligente dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale ha cambiato le nostre vite, sia nel bene che nel male. Quello che nasce con le migliori intenzioni, ovvero come uno strumento per facilitare tante azioni altrimenti lentissime compiute dalle sole due mani dell’uomo, in tanti casi può diventare, al contrario, uno strumento distruttivo. Soprattutto se pensiamo all’educazione dei più piccoli, ignari consumatori di questo prodotto che può facilmente portare sulla strada sbagliata.
Parliamo in particolare dell’utilizzo di ChatGPT, la famosissima chat accedendo alla quale tutto sembra possibile, da parte dei più piccoli alle prese con i compiti della scuola. Sono già moltissimi i casi segnalati dai docenti, dell’utilizzo spropositato dell’intelligenza artificiale nei compiti in classe, ma anche nei compiti a casa.
Indispensabile, da questo punto di vista, il monitoraggio dei genitori, che fanno bene ad accertarsi che i bambini siano effettivamente gli artefici degli esercizi da svolgere con ordine sui quaderni.
Ma quando questo non è così, il danno è gigantesco. Ne ha parlato Vincenzo Schettino, famoso divulgatore scientifico dietro il progetto social ‘La fisica che ci piace’, in una recente intervista. Oggi presentatore televisivo e contento creator seguito da oltre 3 milioni di persone, Schettino ha iniziato la sua carriera di divulgatore proprio tra i banchi di scuola. Dove è un insegnante amatissimo, per la sua grande empatia, e per il metodo di insegnamento diretto e semplice.
ChatGPT, l’avvertimento del professore: “Se la si usa a 14, a 20 non sai scrivere una mail”
Pur ammettendo lui stesso di quanto sia attraente, oggigiorno, la via d’uscita rapida rappresentata dall’AI, il prof Schettino avverte gli studenti: “Se hai 14 anni ti fai fare i compiti, arrivi a 20 che non sai scrivere una mail”, così come sarà difficile anche sostenere un esame all’università. Per non parlare delle conseguenze sul mondo del lavoro: “Vai a fare un colloquio di lavoro, non sai parlare davanti a un datore di lavoro”.
Le soluzioni proposte dal professore di fisica più famoso d’Italia riguardano i colleghi insegnanti: è sempre bene non esagerare con l’assegno dei compiti in classe. Se sono troppi, infatti, lo studente cercherà apporti esterni. Cadendo, inevitabilmente, nella trappola ChatGPT.
