“Ospiti a Che tempo che fa, Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio Regeni: il 2, 3 e 4 febbraio nei cinema di tutta Italia il docufilm Giulio Regeni – Tutto il male del mondo
Giulio Regeni era un ricercatore italiano dell’Università di Cambridge, rapito, torturato e ucciso a Il Cairo, dove il suo corpo martoriato fu ritrovato. Uno dei casi più oscuri e tremendi della storia recente del nostro paese, sul quale si è fatta luce solo grazie alla perseveranza di Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori del dottorando. I quali hanno dovuto portare avanti una vera e propria battaglia contro le autorità egiziane, che da sempre hanno tentato di insabbiare il caso dell’uccisione di Giulio, negando un concreto apporto alle indagini. L’omicidio avvenne tra gennaio e febbraio del 2016, e il cadavere, con evidenti e numerosi segni di tortura, fu ritrovato il 3 febbraio.
Il 2, 3 e 4 febbraio prossimi, nei cinema di tutta Italia sarà trasmesso il docufilm Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, che racconta nei dettagli l’intera, tremenda vicenda subita dal ricercatore di Fiumicello, in provincia di Udine.
Toccante l’intervista concessa ieri sera a Che tempo che fa, programma in onda sul Nove condotto da Fabio Fazio, da Paola Deffendi e Claudio Regeni.
Giulio Regeni, la madre a Che tempo che fa: “Un documentario per chiarire che cosa hanno fatto a Giulio
Un documentario “duro, ma sentivamo la necessità di farlo, così per tutti è chiaro che cosa è successo, e che cosa hanno fatto a Giulio“. Inizia così l’intervista dei genitori di Regeni, parole, queste, pronunciate da Paola Deffendi.
“L’esigenza di giustizia è quello che ci ha mosso fin dall’inizio, non è un qualcosa sulla quale abbiamo ragionato, ci è venuto spontaneo. Perché quello che ha subito Giulio noi lo consideriamo un oltraggio inaccettabile, e quindi con tutta la nostra forza, con tutto quello che sappiamo fare, ci siamo messi a perseguire la strada della giustizia”, ha aggiunto Claudio Regeni. “Cammin facendo abbiamo scoperto il valore della giustizia, non soltanto per Giulio, ma per tutti i Giuli e le Giulie che purtroppo soffrono situazioni simili, non soltanto in Egitto”.

“Non si smette mai di essere genitori. Solo che non pensavo che si dovesse sviluppare la genitorialità di un figlio preso, torturato e ucciso. Non è una cosa per cui un genitore è preparato“, ha detto Paola Deffendi. Sua la frase che ha dato il titolo al docufilm: ‘Tutto il male del mondo’. “Era una frase interna, dopo l’ho completata per quella che ormai è diventata, ahimè, una frase molto conosciuta quando c’era stata la prima conferenza stampa al Senato. Sentivo che c’era della morbosità intorno a tutto quello che era successo a Giulio, penso che inconsciamente mi sono espressa così per far capire. Non c’è altro da dire quando una mamma dice ‘tutto il male del mondo'”.
“Se questo è successo a Giulio per la persona che era, dove è arrivato il nostro mondo?”
“La prima notte che abbiamo dormito in ambasciata, il 4 febbraio, già si capiva subito cosa poteva essere successo a Giulio. E mi sono detta: ma se questo è successo a Giulio per la persona che era, dove è arrivato il nostro mondo? Sono passati 10 anni, e capiamo dove è arrivato il nostro mondo”.
In collegamento video insieme ai genitori di Regeni, anche l’avvocata Alessandra Ballerini, a cui Fabio fazio ha chiesto se avessero mai ricevuto minacce personali. “Sì, e temiamo che possano aumentare con l’uscita del documentario. Io sono vittima di uno stalker che sui social e di persona cerca di attaccarmi, vaneggiando addiittura che avrei ucciso io Giulio Regeni”.
