Le ultime pagine del diario di Anna Frank: il tenero finale prima della cattura da parte dei nazisti

Il diario di Anna Frank, le ultime pagine scritte dalla 15enne prima di essere catturata e portata, insieme alla sua famiglia, in un campo di concentramento

Una delle testimonianze storiche più importanti e insieme strazianti mai realizzate sul genocidio degli ebrei, il diario di Anna Frank è un testo difficilissimo da leggere. I tormenti e il dolore di una ragazza che, appena 15enne, è stata costretta a subire uno dei crimini peggiori di cui l’umanità si è macchiata. La persecuzione nazista costrinse Anna, ebrea nata a Francoforte, e la sua famiglia, a rifugiarsi ad Amsterdam. Clandestina, nel 1942 viveva nascosta per sfuggire ai soprusi criminali dei nazisti. Dai quali, infine, nel 1944, furono scoperti, e deportati nel campo di concentramento di Westerbork. La famiglia intera della 15enne, fatta eccezione per suo padre Otto, andò incontro alla morte. Anna Frank spirò nel 1945 a Bergen-Belsen, uccisa dal tifo.

Mentre viveva nascosta, Anna tenne un diario. Come tante ragazze a quell’età, era, questo, un modo per lei per conoscersi, scoprire la sua personalità, l’identità che si stava formando in quegli anni tremendi. Processo bruscamente interrotto dalla dittatura di Hitler, che decise, per lei, il più crudele dei destini.
Questa sera in tv, su Canale 5, a partire dalle 23.30, andrà in onda il film Anne Frank, la mia migliore amica, nell’ambito della programmazione in vista del Giorno della Memoria, commemorazione che sarà celebrata martedì 27 gennaio.

Le ultime pagine del diario di Anna Frank

Era il 1° agosto 1944: mentre scriveva, Anna Frank non poteva sapere che quelle sarebbero state le ultime pagine del suo diario. Parole cariche di dolore, espressione di una giovane donna che sta imparando a conoscersi, che sta fronteggiando la difficilissima operazione di diventare adulta. E di farlo in un mondo che la sta cercando per ucciderla, per cancellare il suo popolo, che una mente malata aveva stabilito fosse sbagliato.
In queste ultime pagine, Anna appare molto riflessiva e critica nei suoi stessi confronti. Analizza, con grande lucidità, quella che potremmo definire la dualità della sua persona.

Da un lato la Anna allegra, il “pagliaccio“, come scrive lei stessa, che diverte e porta un momento di passeggera allegria. E, dall’altro, la Anna riflessiva, turbata, quella di cui nessuno si accorgeva. Un lato che non voleva esporre troppo: “Ho paura che mi beffino, che mi trovino ridicola e sentimentale, che non mi prendano sul serio”, scriveva. “Sento ogni cosa diversamente da come la esprimo“.
Pagine da cui emerge una battaglia, condotta da una adolescente che sta imparando a conoscersi, a capire come comunicare col mondo esterno. Anna, purtroppo, non ebbe il tempo di continuare il naturale processo che traghetta verso l’età adulta: pochi giorni dopo, fu catturata.