Diego Baroni è scomparso da oltre una settimana: a che punto sono le indagini, le ipotesi e le piste seguite dagli inquirenti
Dov’è Diego Baroni? Questa la domanda che angoscia la comunità di San Giovanni Lupatoto, comune alle porte di Verona, da dove il ragazzo di 14 anni manca dallo scorso 12 gennaio. Giorno in cui è uscito di casa di mattina, ma, anziché recarsi a scuola, è salito su un treno diretto a Milano. Da lì, il vuoto: il ragazzino non ha dato alcuna notizia di sé alla famiglia, che vive da ormai diversi giorni nell’angoscia più totale.
Sul caso sono al lavoro le forze dell’ordine, che al momento non escludono nessuna traccia, nemmeno quella secondo la quale il 14enne si sarebbe allontanato di sua spontanea volontà. Ma nemmeno quella per cui qualcuno lo starebbe nascondendo.
Questa la pista di indagini principali, a quanto emerge dalle pochissime informazioni dispensate col contagocce dalla procura che indaga su questo caso di sparizione. Una svolta è avvenuta ieri, 19 gennaio: dopo l’apertura, venerdì scorso, di un fascicolo, ora si indaga per sottrazione di minore. Non è ancora chiaro, però, se gli inquirenti hanno già un nome iscritto nel registro dei sospettati.
Diego Baroni, le indagini sulla scomparsa del 14enne
La mattina della sua scomparsa, Diego Baroni sarebbe dovuto andare a seguire le lezioni all’istituto professionale Giorgi di Verona, a due passi dal centro città. Ma, all’insaputa della famiglia, è andato in stazione per prendere un treno, direzione Milano. Le indagini sono iniziate subito, e già nella serata di lunedì gli investigatori hanno scoperto che il cellulare del ragazzo aveva agganciato due celle di un’antenna nel centro del capoluogo lombardo.

Qualche traccia arriva, poi, anche dai social, e in particolare dal profilo TikTok del giovane. A quanto hanno raccontato alcuni suoi coetanei, Diego avrebbe smanettato, accettando alcune richieste di amicizia. Per vederci più chiaro, ed escludere l’ipotesi secondo cui qualcuno poteva stare usando i device del 14enne, gli inquirenti hanno prelevato il computer del ragazzino dalla casa in cui vive con la madre e due sorelle. Al momento, nominato dalla procura, un perito è al lavoro proprio su quel computer, per cercare di raccogliere qualsiasi elemento utile per capire dove si trova Diego, e perché non torna a casa.
Qualcuno lo sta aiutando, suggerendogli cosa fare per non farsi rintracciare? Possibile, ed è quanto penserebbero, al momento, gli inquirenti.
Intanto, nel suo paese, ieri sera si è svolta una fiaccolata di preghiera, capeggiata dal vescovo scaligero Domenico Pompili, a cui ha partecipato anche il sindaco di San Giovanni Lupatoto, Attilio Gastaldello.
