Uno splendido borgo medievale in Piemonte: Ghemme, in provincia di Novara. Il consiglio di viaggio per chi cerca mete slow
Nel cuore del Novarese, tra pianura e colline moreniche modellate dal tempo, Ghemme emerge come un borgo che intreccia memoria medievale e vivacità contemporanea. Le sue radici affondano nel suggestivo Castello-Ricetto, imponente architettura dell’XI secolo nata in epoca di lotte tra Guelfi e Ghibellini, ancora oggi custode di vicoli stretti, atmosfere antiche e storie di comunità raccolte tra mura protettive, granai e cantine. In questo scenario, il genio locale di Alessandro Antonelli lascia un’impronta elegante con lo Scurolo della Beata Panacea, piccolo gioiello che arricchisce il tessuto culturale del borgo.
“Un luogo dal fascino storico, che vi consiglio di visitare“. Lo dice la travel creator Barbara, sui social col nickname @piemontesinainviaggio, la quale ci porta alla virtuale scoperta di questo borgo medievale suggestivo.
Piemonte, il borgo medievale di Ghemme: fascino storico intatto
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“Tra i meglio conservati della regione. Piccole viuzze acciottolate che raccontano luoghi lontani, antiche mura, cortili nascosti“, racconta la travel creator. E ancora: “I camini sporgenti delle case, abitazioni medievali, con le storiche cantine al piano terra, costruite con ciottoli di fiume, e gli spazi abitativi e i solai e i solai al piano superiore. Ancora oggi la viticoltura resta una delle occupazioni principali: famoso per il suo vino e la produzione di aceto. Una gemma incastonata tra le colline novaresi, che ha dato i natali ad Antonelli, l’architetto della Mole Antonelliana”.
E, infine, la nostra esperta di località piemontesi suggerisce di non perdere un assaggio dei biscotti tradizionali del posto, risalenti, pensate, all’Ottocento, “dal profumo di burro e vaniglia: le beatine di Ghemme“.
Ma la ricchezza paesaggistica si estende oltre il centro storico, raggiungendo la porta sud del Geoparco UNESCO e l’area del Supervulcano, dove la presenza umana affonda in un passato remoto fatto di insediamenti antichi e viticoltura fiorente. È qui che il territorio esprime una delle sue eccellenze più celebrate: il Ghemme DOCG, vino prestigioso ottenuto da uve nebbiolo e vespolina, frutto di cantine che mantengono viva una tradizione secolare. Accanto al vino, il miele e il pane artigianale completano un patrimonio enogastronomico che racconta identità e saper fare. Insomma, un borgo in cui vivere un’esperienza a 360°: da un lato, il relax di una gita lenta. Dall’altro, il piacere di scoprire un luogo dalla memoria storica ancora vividissima. E dove assaporare gli squisiti prodotti locali.
