Perché in Italia benzina e diesel sono così cari? C’è una motivazione precisa, le tasse sono soffocanti

In Italia il prezzo bei carburanti, sia benzina che diesel, è molto elevato a causa del peso delle accise. Ecco tutti i particolari.

L’Italia è un paese amato in ogni angolo del mondo, ma dove la pressione fiscale si è purtroppo fatta insostenibile. Nella giornata odierna, scopriremo il motivo per il quale la benzina ed il gasolio sono così costosi.

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La gran parte del pianeta ci invidia l’Italia, considerato a gran voce il paese più bello del mondo per le sue caratteristiche naturali, ma anche per le bellezze artistiche, la sua cucina e molto altro. Tuttavia, la penisola più famosa ha anche tante problematiche, tra le quali una pressione fiscale esagerata, che sta soffocando, man mano, sempre più famiglie. Nella giornata odierna, vogliamo spiegarvi il motivo per il quale la benzina ed il gasolio sono così costose da noi, e tutto è legato ad una parolina magica, ormai divenuta ricorrente.

Benzina perché costa così tanto in Italia
Benzina ecco la spiegazione

Ci riferiamo, ovviamente, alle accise, che sono le tasse applicate ai prezzi dei carburanti. In buona sostanza, secondo le statistiche più recenti, il peso fiscale è pari a circa il 55%-60% di quello totale. Il prezzo che paghiamo, nel momento in cui ci rechiamo presso le stazioni di servizio per rabboccare, è dettato da tre fattori principale. C’è il prezzo industriale, in cui considerare sia la materia prima che il margine, le accise e l’IVA. Andiamo a scoprire maggiori particolari sulle accise.

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Carburanti, l’enorme peso delle accise sul prezzo finale

Al giorno d’oggi, possiamo dire che l’accisa sia una quota fissa che viene applicata dal Governo per ogni litro di benzina o di gasolio, ed oggi ammonta a circa 0,67290 euro per litro. Le accise furono introdotte per finanziare alcune situazioni di emergenza, ma anche guerre e calamità, sin dai tempi della guerra in Etiopia. Tuttavia, non si è mai deciso di eliminarle, nonostante alcuni frequenti “tagli” che vengono effettuati dai vari esecutivi, come avviene al giorno d’oggi, così da poter ridurre i prezzi alla pompa nei periodi storicamente più complicati e con prezzi più elevati.

Dunque, l’accisa ha un impatto enorme su quello che è il prezzo finale del carburante, così come il costo iniziale, ma senza mai dimenticare l’iVA che è calcolata al 22%. Per via del fattore combinazione tra accisa ed IVA, può capitare che il prezzo dei carburanti non scenda nel momento in cui il prezzo del petrolio industriale diminuisce, ma vale invece l’esatto contrario. L’aumento dei prezzi è sempre molto rapido, mentre la diminuzione richiede settimane, per non dire mesi. Il governo ha appena fatto sapere di aver tagliato le accise sino al prossimo 8 di giugno, in attesa di ulteriori aggiornamenti.

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