Matteo Renzi ha raccontato alcuni retroscena su Papa Francesco, Di Maio e le unioni civili. Scopriamo nel dettaglio cosa ha detto.
Matteo Renzi è da sempre uno dei politici italiani più social. Il suo exploit iniziale è arrivato ai tempi proprio grazie a Facebook. Oggi, quindi non disdegna i vari mezzi di comunicazione di nuova generazione per parlare di politica e non solo. Qualche giorno fa è stato tra i protagonisti di Supernova, il podcast condotto da Alessandro Cattelan.
Sono stati toccati molteplici temi e tra questi c’è stato anche quello delle unioni civili, una legge che come sappiamo bene è stata approvata proprio sotto il suo Governo. Una legge invocato da anni da parte di quelle coppie non etero, che volevano un riconoscimento ufficiale anche da parte della società per una serie di diritti che sono collegati. Nell’intervista naturalmente il tema è scivolato anche inevitabilmente sulla Chiesa.
Matteo Renzi a sorpresa rivela dei colloqui privati con Papa Francesco
In Italia c’è Città del Vaticano, la sede del Papa e tutti sanno l’importanza che ha sempre rivestito il cattolicesimo sul nostro Paese. A Renzi, infatti, è stato chiesto esplicitamente se la Santa Sede avesse cercato di interferire su questa normativa e lui ha risposto: “Io cattolico ho deciso di fare la legge sulle unioni civili e non ho mai avuto da Papa Francesco un passaggio sulle unioni civili. Abbiamo parlato privatamente tantissime volte, anche dell’omosessualità nella Chiesa. Papa Francesco era uno che non le mandava a dire. Poi eravamo soli, quindi diceva anche delle cose che naturalmente io non vado a dire. Mai una volta la Chiesa, nella persona del Santo Padre, mi ha detto mezza parola sulle unioni civili”.
Renzi ha poi proseguito nel racconto dicendo che la legge sulle unioni civili lo ha penalizzato facendogli perdere consensi. Il leader di Italia Viva ha poi lanciato una bella bordata sul tema ai suoi storici avversari (che oggi dovrebbero essere suoi alleati): “C’erano Di Maio e i 5 Stelle, che ci fecero tutta la morale dicendo che bisognava approvare e poi il giorno prima decisero di astenersi, perché Gigi Di Maio fu raggiunto dalla telefonata di un alto Cardinale italiano, che gli disse di non votare a favore. E i 5 stelle, che oggi ci fanno la morale su questo, all’epoca si astennero”.




