Perché le auto di oggi ci sembrano tutte uguali? Dietro si nasconde un motivo economico

Le auto di oggi sembrano avere molte parti in comune. Scopriamo il perché di queste similitudini che ci sono tra loro.

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una sorta di spersonalizzazione delle auto. Prima ogni costruttore aveva un proprio tratto distintivo, che permetteva al cliente di riconoscere quel determinato marchio anche a metri di distanza. Oggi, invece, le vetture sembrano fatte con lo stampino e sono tutte molto simili tra loro nelle forme e in alcuni casi anche nei dettagli. I motivi sono molteplici, ma alla base di tutto c’è sempre l’aspetto economico.

Per prima cosa l’AI è entrata prepotentemente anche nel campo automotive. I designer si stanno affidando sempre di più a questo strumento per realizzare le vetture e naturalmente questo toglie un po’ di quella inventiva tipicamente umana. C’è poi la questione collaborazioni, fusioni e joint venture varie che si stanno venendo a creare in giro per il mondo.

Le auto sono sempre più complicate dal punto di vista meccanico e tecnologico, alcune parti vengono realizzate da aziende terze e sono standard per la maggior parte delle vetture. Allo stesso tempo meccanica, pianale e design, spesso costano molti soldi alle aziende per svilupparli e produrli. In particolare sviluppare una nuova vettura da zero ha costi impressionanti che vengono poi ripagati con le vendite. Usare quello sviluppo per realizzare più macchine però permette di spalmare quegli stessi costi e rientrare magari prima delle spese affrontate.

Auto uguali non solo fuori, ma anche dentro

Alcuni esempi eclatanti li abbiamo proprio in Italia con Stellantis che con un solo pianale realizza più vetture per marchi diversi. Volendo poter scendere ancora di più nel concreto la FIAT Grande Panda ad esempio condivide la meccanica con la Citroen C3 di quarta generazione e l’Opel Frontera. I casi sono molteplici, ad esempio la FIAT Topolino è altre due “sorelle”: l’Opel Rocks e la Citroen Ami.

Tutto ciò avviene perché Stellantis così facendo abbatte i costi di sviluppo e produzione. Le vetture, infatti, avendo molte parti in comune, permettono alla holding di ordinare un quantitativo maggiore di pezzi che si traduce in un inevitabile risparmio. Queste auto finiscono poi per somigliarsi molto anche nello stile ed è per questo che oggi ci sembra di vedere tante auto simili tra loro.

Naturalmente Stellantis non è l’unica che fa tutto questo. Avete mai visto vicine la Renault Clio e la Mitsubishi Colt? Sono praticamente identiche, questo perché il marchio nipponico fa parte da tempo di un’alleanza che vede coinvolte Renault e Nissan. Lo stesso marchio francese a sua volta è proprietario di Dacia. Con la Casa romena, i francesi sono stati bravi a dargli una certa impronta e personalità. Allo stesso tempo però basta salire in auto per scorgere alcuni dettagli di chiara derivazione Renault. Uno su tutti? La leva del cambio che è praticamente identica sia sulle Dacia che sulle vetture del marchio della losanga.