Diventare arbitri di Serie A non è semplice. Proviamo a capire il percorso da fare e quali sono i guadagni che si raggiungono.
Il mondo arbitrale è in subbuglio per l’ennesimo scandalo che sta colpendo il nostro calcio. Questo lavoro però continua ad affascinare tantissimi ragazzi nel nostro Paese e quindi proviamo a fare chiarezza. Stando ai dati diffusi dalla stessa AIA (Associazione Italiana Arbitri), in Italia al momento ci sono circa 35mila arbitri, 206 sezioni e vengono dirette 570mila partite all’anno.
I benefit offerti ai ragazzi che decidono di intraprendere questo lavoro sono molti. Per prima cosa ci sono dei rimborsi spese a partire da 36 euro in base alla categoria e alla distanza. Con la tessera federale FIGC inoltre è possibile accedere gratuitamente in tutti gli stadi d’Italia. Sino ai 19 anni, inoltre è possibile essere tesserati sia come arbitri che come calciatori ed è possibile fare preparazione atletica gratuitamente. La divisa con fischietto, taccuino e tutto il materiale per fare la carriera dell’arbitro sono gratuiti, inoltre questa attività viene riconosciuta come credito formativo scolastico. Infine è possibile anche svolgere un Erasmus arbitrale andando a dirigere partite di tornei all’estero.
Per cominciare questo percorso bisogna compilare il modulo di iscrizione presente sul sito dell’AIA. A quel punto si viene contattati per prendere appuntamento per il prossimo corso disponibile. Tale corso ha una durata di circa 2 mesi con 2 lezioni settimanali dove si potranno apprendere le regole del calcio e la gestione delle gare. Alla fine del corso bisognerà superare un esame finale.
Quali sono i guadagni?
Superato il corso si può cominciare a dirigere le categorie giovanili accompagnati da un tutor. Se si fanno buone “prestazioni” a quel punto si possono scalare le categorie sino ad arrivare ad arbitrare in Serie A. Per diventare arbitri bisogna avere un’età compresa tra i 14 anni compiuti e i 40 anni non compiuti, essere cittadino dell’Ue o avere il permesso di soggiorno e possedere un certificato medico di idoneità sportiva agonistica. Gli unici costi che bisogna sostenere sono quelli per il certificato medico (50 euro circa) e le scarpette da calcio.

Naturalmente i soldi veri arrivano quando si approda in Serie A. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, ogni arbitro della massima serie arriva a guadagnare circa 4mila euro a partita, con una parte fissa annua, che arriva a toccare i 90mila euro per gli internazionali ed ex internazionali (60mila per chi ha diretto almeno 50 gare e 30mila per chi ha meno di 50 partite). Il VAR prende 1.700 euro a gara, l’assistente di linea 1.400 euro, l’AVAR 800 euro e il Quarto uomo 500 euro. Il fisso degli assistenti, il VAR e l’AVAR oscilla tra gli 8mila e i 30mila euro l’anno.
