Esiste una vecchia profezia che riguarda il Papa e che da anni spaventa i fedeli e non solo. Proviamo a fare maggiore chiarezza.
Negli ultimi anni tra eventi atmosferici fuori portata, pandemie e guerre varie, sta crescendo sempre di più l’ansia da Apocalisse tra le persone. Sono stati scritti libri e fatti tantissimi film sull’argomento eppure se ne parla ancora. Esiste una profezia sul Papa però che da centinaia di anni spaventa un po’ tutti: stiamo parlando della profezia di San Malachia.
Malachia di Armagh è un abate e arcivescovo cattolico irlandese, titolare dell’arcidiocesi di Armagh. Vissuto tra il 1095 e il 1148, fu proclamato santo da papa Clemente III, il 6 luglio 1190. I fedeli gli hanno attribuito diversi miracoli e anche una famosa profezia che anticiperebbe il destino di tutti i papi, sino ad arrivare all’ultimo, che leggenda vuole, sarà quello che ci accompagnerà durante l’Apocalisse.
La Profezia sui papi di San Malachia: cosa c’è di vero?
Questa nota profezia è in realtà un elenco di 112 brevi frasi scritte in lattino, che descrivono tutti i pontefici della Chiesa cattolica da Celestino II in poi (eletto nel 1143). Secondo queste predizioni, il ciclo si esaurirebbe con l’elezione di Pietro il Romano, e il suo pontificato culminerà con la distruzione di Roma e il Giudizio universale. San Pietro è considerato il primo Papa e dopo di lui non c’è mai stato un pontefice che abbia preso quel nome.
Secondo le vecchie credenze l’ultimo Papa sarebbe stato Benedetto XVI. L’autore S.M. Olaf, però ritiene che tale profezia sia collegata ai medaglioni presenti nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Lì quindi, prima dei lavori di ampliamento, sino a Benedetto XVI si contavano 111 medaglioni e 2 posti vuoti. Stando a questa ipotesi quindi l’attuale Papa sarebbe l’ultimo. Secondo la leggenda la profezia sarebbe il frutto di una visione avuta da Malachia.
Secondo altre teorie, invece, le famose profezie sarebbero l’opera di un famoso falsario. A quanto pare sarebbero state scritte nel 1591 per mano di Arnoldo Wion e sarebbero dovute servire per favorire uno dei cardinali nel conclave del 1590. Infatti sino a Gregorio XIV le descrizioni sono molto calzanti, in seguito diventano più fumose. Inoltre nelle biografie di Malachia questa profezia non viene mai citata. Secondo Luigi Fumi, la profezia sarebbe stata opera del noto falsario Alfonso Ceccarelli.
