Il calcio in TV sta mutando continuamente. Proviamo a fare chiarezza su ciò che sta succedendo in questi ultimi anni.
Negli ultimi anni il calcio in Italia ha cambiato volto più volte. In particolare sono stati venduti in maniera diversa i diritti e questo ha creato offerte diverse. Le ultime stagioni hanno visto una svolta epocale, con DAZN che ha rilevato i diritti della Serie A dopo anni e anni di monopolio Sky. Un passaggio di consegne in un certo senso anche tecnologico perché si è passati dal satellite allo streaming.
Per i consumatori però sono arrivati anche diversi aumenti e allo stesso tempo il numero di abbonati si è abbassato rispetto a diversi anni fa. I motivi sono molteplici, proviamo a fare chiarezza. Per prima cosa dal punto di vista della concorrenza, oggi DAZN non ne ha. Con l’offerta confezionata dalla Serie A, oggi ci sono solo 2 tipi di pacchetti: quello di DAZN che prevede il possesso di tutte le partite e quello attualmente in meno a Sky con 3 partite durante il weekend. Questo inevitabilmente spinge l’utente amante del calcio o comunque di una specifica squadra a non sottoscrivere abbonamenti con Sky perché si ritroverebbe a perdersi diverse partite della propria squadra del cuore.
Da Sky a DAZN, passando per Premium e Dahlia TV: com’è cambiato il calcio
Anni fa, invece, la Serie A vendeva tutto il pacchetto a Sky e poi metteva a disposizione altre pacchetti con solo le squadre top. PayTV come Mediaset Premium e Dahlia TV compravano i diritti di 7-8 squadre riuscendo così a prendersi quella fetta di pubblico. In particolare l’emittente della famiglia Berlusconi poteva contare sulle migliori squadre, quelle che storicamente hanno più tifosi. Questo creava un sistema di concorrenzialità, che portava ad una guerra di prezzi che poi andava a beneficio del consumatore. Inoltre spesso chi possedeva i diritti della Serie A aveva anche quelli della Champions League, mentre oggi per vedere tutto bisogna avere 3 abbonamenti diversi (Sky, DAZN e Prime).

L’altro problema, invece, che sta portando ad un calo degli abbonati rispetto agli anni scorsi, oltre al prezzo naturalmente è quello della pluralità dei contenuti. Piattaforme come Mediaset Premium e Sky soprattutto, puntavano ad offrire tanti contenuti, così da mettere sul piatto un prodotto che potesse abbracciare l’intera famiglia. Il calcio è seguitissimo in Italia per carità, ma non a tutti piace. In una famiglia di 3-4 persone, con moglie, marito e figli, ci possono essere gusti differenti. Oggi DAZN, pur avendo aperto ad alcune collaborazioni esterne come quella con Tim Vision, non offre di per sé un pacchetto che comprende altro oltre lo sport. Prima, invece, quello stesso abbonamento a Sky o a Mediaset Premium, veniva sottoscritto perché magari a qualcuno piaceva il calcio in famiglia, ma c’era anche chi spingeva perché voleva vedere serie come Gomorra, o magari programmi come Masterchef. La stessa emittente della famiglia Berlusconi offriva canali cinema e canali per bambini con Disney Channel. Aver seguito la strada della settorializzazione ha spezzettato il mercato come già avvenuto anche in altri ambiti come quello delle piattaforme streaming che oggi escono fuori come funghi dividendosi in generi e sottogeneri. Tutto questo però, in un momento di crisi economica così importante, spinge inevitabilmente le famiglie a fare delle riflessioni e a fare delle rinunce.
Tutto questo in futuro potrebbe portare anche ad un deprezzamento degli stessi diritti della Serie A. Con il pubblico che si abbassa, infatti, sarà sempre più difficile poi pretendere determinate cifre da DAZN, Sky o da chiunque in futuro vorrà investire in questo prodotto.
