Addio canzoni, di questo passo ci resteranno solo i vecchi dischi: sguardo da un probabile futuro

Il mondo della musica ha ricevuto almeno un paio di terremoti negli ultimi anni. Proviamo a capire come effettivamente sta mutando.

La scena musicale mondiale è stata sconquassata negli ultimi anni da diversi eventi. Uno dei più importanti è stato sicuramente la nascita di piattaforme di streaming come Spotify che hanno definitivamente dato una mazzata al mercato del supporto fisico, oggi relegato più al collezionismo che ad altro. I cantanti quindi oggi da un lato hanno sicuramente maggiori opportunità di far conoscere la propria musica, dall’altro si ritrovano ad affrontare situazioni di guadagno diverse rispetto al passato.

I dischi difficilmente si vendono, tanto è vero che oggi sentiamo sempre più parlare di stream quando si valutano i numeri che fa un cantante. Bisogna sapere però che piattaforme tipo Spotify arrivano a pagare solo pochi centesimi per stream. Ciò vuol dire che bisogna fare milioni di ascolti per ricevere poche migliaia di euro. Naturalmente questo non può diventare l’unica fonte di guadagno di un cantante, che in un certo senso deve diventare multipiattaforma.

Gli introiti infatti possono arrivare in parte dai social come Facebook e anche lo stesso YouTube. Per questo motivo però oggi è quasi controproducente far uscire un disco e si è quasi tornati indietro ai tempi in cui si lanciavano 2 canzoni alla volta. Una volta si lanciava un disco perché chi comprava il CD potesse avere comunque 1 oretta di canzoni da ascoltare. Oggi che i CD non si vendono e si ascoltano le playlist su Spotify, va da sé che sia più utile produrre dei singoli da spingere.

Qual è oggi la vera fonte di guadagno dei cantanti?

Ora però per i cantanti sta arrivando un altro nemico silenzioso sullo sfondo, che potrebbe mettere seriamente in difficoltà tutti. Stiamo parlando dell’AI, che riesce a produrre canzoni da caricare poi sulle varie piattaforme streaming. In questo modo, anche chi non sa suonare o fare musica in generale, può produrre un brano, anche di successo, in pochi minuti. In alcuni Paesi, canzoni fatte con l’AI hanno già scalato le classifiche e il fenomeno preoccupa non poco i cantanti.

Tra le fonti di guadagno vecchio stampo, invece, restano i concerti per gli artisti. Qui però in molti fanno un piccolo errore, pensando erroneamente che i cantanti incassino dai biglietti, ma questo non è sempre vero. Molte volte, infatti, agli artisti viene dato un cachet fisso dagli organizzatori che poi vendono i biglietti e raccolgono gli incassi. In pratica per molti cantanti fare 1.000 persone o 100.000 in termini di guadagni è la stessa cosa. Naturalmente un cantante che ha più seguito riesce a fare più concerti e pretendere anche cachet sempre più alti.

Il mondo della musica quindi sta cambiando e si va sempre di più verso un futuro con tanti AI, meno musica “vera” se così la possiamo definire e più eventi visto che sono quelli che poi fanno monetizzare effettivamente gli artisti. Altra piccola informazione su questo particolare mondo: spesso per i concerti la spesa più grossa è dettata dal montaggio del palco, per questo motivo spesso vedete che tanti eventi si concentrano nello stesso posto. Quando, infatti, un artista decide di fare un evento in un determinato posto a quel punto altri colleghi si agganciano “sfruttando” il palco già montato così da diluirne i costi.