‘O surdato ‘nnammurato è una delle canzoni più cantate al mondo, ma in tanti sbagliano ad interpretarla. Vi spieghiamo i motivi.
C’è una canzone che è da sempre tra le più cantate nella tradizione napoletane, eppure sbagliano quasi tutti ad intonarla. Si tratta di mera interpretazione. La canzone in questione è ‘O surdato ‘nnammurato. Scritta dal poeta sorrentino Aniello Califano e musicata da Enrico Cannio, fu portata al successo da Giuseppe Godono nel 1919, anno della sua prima incisione. Oggi, come ben sappiamo, viene cantata in modo festoso dai tifosi del Napoli, che l’hanno adottata come inno. I supporter della squadra azzurra paragonano la donna che incarna l’eterno amore nella canzone, nella loro squadra del cuore. In realtà però c’è un sottotesto che spesso sfugge.
La canzone, infatti, racconta per l’appunto di un soldato che si trova al fronte, che non fa altro che pensare all’amata che ha lasciato a casa (niente voglio e niente spero ca tenerte sempe a fianco a me). Una frase forte e potentissima, che fa capire che questo soldato non sta pensando alla guerra che sta combattendo, ma vorrebbe solo tornare dalla donna della sua vita. Non si pensa al nemico, all’odio, ma c’è solo l’amore che tormenta le notti di questo soldato.
‘O surdato ‘nnammurato, perché non piaceva al fascismo
Nel ritornello poi c’è un passaggio che può avere un duplice significato: si’ stata ‘o primmo ammore e ‘o primmo e ll’urdemo sarraje pe’ me. Naturalmente il primo significato è quello che danno un po’ tutti, quello romantico, del soldato che dice alla propria donna che sarà per sempre il suo grande amore. Allo stesso tempo però c’è anche un altro significato nascosto e agghiacciante per certi versi. Il ragazzo al fronte sa che probabilmente potrebbe morire e in un certo senso, con queste parole, vuole rimarcare che non ci saranno più altri amori dopo questa donna perché lui non tornerà dal fronte.
Insomma la canzone festosa che spesso sentiamo cantare, è in realtà molto triste e racchiude un significato politico importante, così importante da essere bandita. ‘O surdato ‘nnammurato, infatti, fu censurata sia durante la prima che la seconda guerra mondiale e naturalmente in tutta l’epoca fascista. La canzone, infatti, era vista come disfattista perché esprimeva la nostalgia dei soldati per le proprie amate e non li incentivava, invece a combattere. I soldati sorpresi a cantarla rischiavano addirittura la Corte Marziale e la fucilazione. Nonostante tutto questo divenne popolarissima in ambito militare all’epoca e poi in tutto il mondo. Tra le interpretazioni più famose di questa splendida melodia c’è quella di Anna Magnani nel film La sciantosa. Di recente invece Gigi D’Alessio l’ha incisa in un suo disco con un arrangiamento molto aderente al significato della canzone che vi abbiamo raccontato qui sopra.
