Qual è il paese più triste e infelice al mondo? Ecco la classifica 2026 e dove si trova l’Italia.
Esiste un paese che viene considerato il più infelice e triste in assoluto, nel mondo, ma di quale si tratta e in che posizione si trova l’Italia? A rivelarlo è una classifica particolarmente osservata a livello globale. Ogni anno studia il benessere della popolazione negli Stati di tutto il mondo. Una classifica che racconta tutte le differenze profonde tra le varie aree del pianeta.
Il paese più infelice al mondo: in che posizione si trova l’Italia nella classifica 2026
Il principale studio per misurare il benessere globale nei vari paesi del mondo è il World Happiness Report 2026. Pubblicato dal Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford, mostra la classifica dei paesi in cui si vive meglio e peggio. La classifica si basa su un chiaro indicatore: la valutazione della vita dei cittadini su una scala da 0 a 10, conosciuta come Cantril Ladder. Naturalmente, oltre alle valutazioni dei singoli cittadini intervistati, ci sono anche altri fattori in base ai quali è possibile spiegare e comprendere le differenze tra i vari paesi. Vanno citati, ad esempio, PIL, pro capite, supporto sociale, aspettativa di vita e salute e libertà di scelta.

Nel 2026 la Finlandia si conferma, ancora una volta, al primo posto come Paese più felice al mondo. Ha ottenuto un punteggio superiore a 7,7. Il risultato dello stato nordico è consolidato da anni e riflette un modello sociale perfettamente funzionante. Accanto alla Finlandia si trovano altri paesi nordici, come Islanda e Danimarca, seguiti poi da Costa Rica, una vera e propria sorpresa degli ultimi anni. Tutti questi luoghi hanno elementi chiave: servizi pubblici efficienti, livelli di corruzione bassi e una comunità unita da un forte senso di responsabilità. Non si tratta solo di condizioni economiche, ma anche di relazioni sociali e di fiducia nelle istituzioni.
Dalla parte opposta della classifica ci sono i paesi con i livelli più alti di infelicità, in termini di soddisfazione della vita. I dieci più tristi del 2026 sono Afghanistan, Sierra Leone, Malawi, Zimbabwe, Yemen, Libano, Botswana, Egitto, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania. Sono prevalentemente tutti paesi che hanno una forte instabilità politica, conflitti, fragilità nelle istituzioni e crisi economiche. Non solo povertà diffusa e guerre, ma anche sistemi sanitari particolarmente deboli che favoriscono a livelli molto bassi di benessere. All’ultimo posto c’è l’Afghanistan che ha ottenuto un punteggio di circa 1,4 su 10, il più basso in assoluto. Decenni di guerra, povertà e limitazioni della libertà hanno contribuito a ridimensionare ogni tipo di benessere.
L’Italia si colloca nel 2026 al 38° posto su un totale di 147 paesi, ottenendo un punteggio medio di circa 6,57. Una posizione intermedia che riflette, ancora una volta, luci e ombre del nostro Paese. Da un lato c’è un’aspettativa di vita buona, con legami sociali più forti. Non manca un clima di incertezza formato da tensioni geopolitiche e instabilità economica. Molti paesi occidentali come l’Italia, registrano un calo della felicità rispetto al passato, soprattutto tra i più giovani. Del resto, gli equilibri sociali ed economici sono in evoluzione continua.
