Un neurologo molto conosciuto sui social ha svelato perché respirare male stanca il cervello, perché e quando succede e soprattutto per quale motivo avviene più spesso del previsto.
Respirare senza pensarci, tante volte al giorno, è un gesto quotidiano quasi automatico e invisibile. Non tutti sanno, però, che nasconde un legame profondo con il nostro cervello. La scienza ha imparato a guardare la respirazione anche con occhi diversi, non solo più come vera e propria funzione vitale. Si tratta anche di una chiave per comprendere emozioni, memoria e al contempo concentrazione.
A riportare l’attenzione su questo tema è un noto neurologo, conosciuto sui social come @drmicheleviana. Il medico ha spiegato come, il modo in cui respiriamo possa influenzare anche duramente l’attività celebrale. Non si tratta solo di ossigeno che arriva ai neuroni perché dietro ogni momento di inspirazione e di espirazione si attiva una vera e propria rete di connessioni. In tutto questo si trovano coinvolte alcune aree fondamentali del cervello legate allo stress, alla lucidità mentale e anche alle decisioni quotidiane.
Neurologo spiega perché respirare male stanca anche il cervello
Il neurologo sui social e in particolare sul suo profilo Instagram, ha spiegato dettagliatamente che la respirazione non serve solo ad ossigenare il sangue. In precedenza, lo stesso medico aveva svelato tre attività serali che aiutano la memoria. La respirazione, inoltre, è uno dei principali segnali che manda il corpo al cervello per dire ‘sei al sicuro’, oppure ‘sei in allerta’. Ci sono almeno 5 punti spiegati dal medico e ai quali fare attenzione per capire come si sta respirando.

- Se respiri in modo rapido o superficiale. Il cervello interpreta questo segnale come stress. Aumenta l’attivazione del sistema nervoso simpatico e di conseguenza anche la richiesta di energia mentale.
- Respirare male può alterare l’equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Questo può aumentare la sensazione di stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione e tensione interna.
- Quando la respirazione è disorganizzata il cervello deve lavorare di più per mantenere l’equilibrio interno. Questo consuma le energie e le risorse cognitive.
- La respirazione è direttamente collegata ai circuiti che regolano attenzione, stato di allerta e regolazione emotiva. Per questo il modo in cui respiri influenza come pensi, come ti senti e anche quanto sei lucido.
- Quando il respiro rallenta e diventa più regolare il sistema nervoso riceve segnali di sicurezza. Il cervello può di conseguenza uscire più facilmente da una modalità di allerta continua.
Infine il neurologo chiarisce che respirare male stanca non solo il corpo, ma anche il cervello. Secondo l’esperto, dunque, cambiare ritmo e profondità del respiro può modificare il nostro stato mentale in pochi minuti.
