Archeologi studiano il pugnale nella tomba di Tutankhamon: le analisi svelano una ‘reliquia’ arrivata dallo spazio, ma com’è possibile?

Nel novembre del 1922, l’archeologo britannico Howard Carter ha trovato l’oro di Tutankhamon. Ma tra i tesori del Faraone Bambino, un oggetto ha rotto ogni logica storica: un pugnale dalla lama grigia e lucente. In un’epoca dominata dal bronzo, quel ferro è sembrato un miracolo. Eppure, la tecnologia per fondere il ferro sarebbe arrivata solo secoli dopo la morte del sovrano.

Oggi, gli scienziati hanno finalmente una risposta. Quel metallo non viene dall’Egitto. Quel pugnale è una reliquia arrivata dallo spazio. Le analisi chimiche moderne raccontano una storia che appare incredibile. Il ferro della lama contiene alte percentuali di nichel e cobalto. Si tratterebbe dunque di un meteorite ferroso. Gli antichi egizi chiamavano questo materiale “bi-en-pt”. La traduzione letterale significa “ferro del cielo”. Sapevano già tutto.

Sulla Terra, 3300 anni fa, una scia luminosa deve aver attraversato il deserto del Sahara e un frammento di asteroide deve aver colpito le dune. Per il popolo del Nilo, quello non era solo un sasso, ma un pezzo di corpo degli dei caduto tra gli uomini, un dono per il faraone. Il giovane Tutankhamon, morto a soli 19 anni, portò questo segreto con sé nell’aldilà. La lama fu adagiata sulla sua coscia destra, avvolta nelle bende della mummia. Ma resta una domanda. Come hanno fatto gli artigiani di Tebe a lavorare un materiale così duro e ostico?

Tutankhamon
Il pugnale di Tutankhamon – tuttonotizie.eu

Il pugnale di Tutankhamon e il segreto dei maestri fabbri: una tecnologia che sfida i millenni

Lavorare il ferro meteoritico non è come battere l’oro o il rame. Richiede una maestria che la scienza moderna sta ancora cercando di decifrare totalmente. Recentemente, un team del Chiba Institute of Technology ha usato raggi X non invasivi sulla lama. Hanno scoperto qualcosa di sbalorditivo sulla sua struttura interna. Sulla superficie sono visibili le strutture di Widmanstätten. Si tratta di complessi disegni geometrici che si formano solo nello spazio.

Se i fabbri egizi avessero scaldato troppo il metallo, questi disegni sarebbero svaniti. Invece, sono perfettamente preservati. Questo dimostra una conoscenza metallurgica fuori dal comune. Gli artigiani lavorarono il meteorite a temperature inferiori ai 950 gradi. Evitarono così di distruggere l’essenza cosmica del materiale.

Forse il pugnale non fu forgiato in Egitto. Le Lettere di Amarna suggeriscono un’origine ancora più affascinante. Potrebbe essere un dono del Re di Mitanni. Questo sovrano straniero avrebbe inviato l’arma ad Amenhotep III, nonno di Tutankhamon. Sarebbe quindi un cimelio di famiglia, passato di generazione in generazione tra i faraoni. Quest’oggetto dunque doveva avere un grosso peso simbolico. Il sovrano non impugnava solo un’arma, ma stringeva tra le mani un frammento di universo. Oggi il pugnale riposa al Museo Egizio del Cairo. Migliaia di visitatori lo osservano ogni giorno con vivo interesse, ma senza sospettare minimamente la sua natura extra-terrestre.