Quanto pasta si può mangiare quando si è a dieta? Una nutrizionista fornisce la risposta ed è totalmente inaspettata.
La domanda sulla quantità di pasta da poter mangiare a dieta è una delle più gettonate. Una nutrizionista, conosciuta sui social come @starbenesenzadieta, ha fornito una risposta del tutto inaspettata, sulla quale è importante riflettere. Per anni, tante persone hanno creduto che per dimagrire si debba ridurre al minimo la quantità di carboidrati, ma non sempre questo è vero, anzi.
Pasta e dieta, quanta mangiarne? Nutrizionista dà la sua risposta
La stessa nutrizionista sui social, ha raccontato come in passato si è sentita ‘costretta’ a ridurre drasticamente le quantità di pasta per dimagrire. Le è capitato, infatti, di pesare sempre circa 60 grammi e di mangiare sempre la versione integrale di penne o fusilli, accompagnati da una grande quantità di verdure. Un approccio molto rigido, che però non sempre ha il giusto effetto. Anzi, rischia di trasformare l’alimentazione in un momento di continua frustrazione. La nutrizionista sui social ha spiegato, dunque, che non esiste una quantità precisa da mangiare a dieta. Oggi, infatti, ha preso una decisione totalmente diversa: va ‘a sentimento’ e non perché sia ‘impazzita’, ma semplicemente perché bisogna imparare ad ascoltare il proprio corpo e la propria fame. A proposito di dimagrimento, non tutti sanno che non sempre lo sport, pur facendo bene, aiuta.

La cosa fondamentale, specie quando si parla di cibo e alimentazione, è quella di non relegarsi ad un’alimentazione fatta di eccessive restrizioni e numeri rigidi. Una corretta alimentazione si basa esclusivamente sull’ascolto del proprio corpo. In altre parole, è essenziale imparare a riconoscere il vero senso di fame e quello di sazietà. Un passaggio che, da un lato, può sembrare semplice, ma che al contempo richiede tanta consapevolezza e un rapporto molto più sereno col cibo. La pasta, simbolo della dieta mediterranea, è fondamentale nell’alimentazione. Fornisce energia sotto forma di carboidrati complessi ed è perfettamente compatibile con uno stile di vita alimentare che sia equilibrato. Il vero nodo sta nel contesto generale del pasto e dell’intera giornata.
Visualizza questo post su Instagram
Insomma, pesare la pasta può essere utile in alcune fasi iniziali, soprattutto per avere un riferimento. Non dovrebbe mai diventare però una gabbia mentale. Il corpo umano possiede meccanismi naturali che aiutano a regolare l’assunzione di cibo. Ignorarli costantemente per seguire schemi troppo rigidi può portare, col passare del tempo, non solo a un forte senso di soddisfazione, ma in generale anche ad abbuffate. Come ricorda la nutrizionista sui social, quando si smette di seguire regole ferree, si inizia ad ascoltare davvero il proprio obiettivo.
