Voli a rischio e rotte da evitare: quali aerei non prendere in questo periodo storico

Viaggiare è da sempre un atto di libertà, tuttavia esistono alcuni voli a rischio e delle rotte che sarebbe meglio evitare in questo periodo storico. Non si tratta di motori guasti o aerei vecchi. Anzi, forse la tecnologia del volo non è mai stata così sicura. Il vero problema è ciò che accade nel mondo e la diverse zone di guerra.

Se si sta pianificando una vacanza o un viaggio d’affari, occorre fermarsi un istante. Ci sono rotte che alcune compagnie stanno ridisegnando ora dopo ora. Tuttavia, capire quali aerei “non prendere” significa scegliere rotte che non sfiorano nemmeno lontanamente il pericolo. Le autorità come l’ENAC e l’EASA lavorano senza sosta. Pubblicano bollettini chiamati NOTAM per avvisare i piloti. Ma ogni passeggero, come può davvero proteggersi? La consapevolezza è la propria prima bussola. In questo momento storico, il rischio geopolitico pesa più del cattivo meteo. Molte persone temono il volo in sé. In realtà, dovrebbero temere l’incertezza di uno spazio aereo al momento conteso. La Russia, l’Ucraina e il Medio Oriente sono rotte ormai chiuse. Bisogna volare con una nuova attenzione e consapevolezza, per esplorare la terra in modo sicuro.

Il cuore dell’Europa non è ancora un luogo sicuro. Lo spazio aereo dell’Ucraina è ancora una ferita aperta da anni, precisamente dal 2022. Per noi che partiamo dall’Italia, quel varco verso est è tuttora sbarrato. Ma non è solo Kiev il problema. I divieti colpiscono anche la Bielorussia e ampie zone della Russia meridionale. Se si prenota un volo per l’Asia, si nota sicuramente qualcosa di strano. I tempi di percorrenza sono aumentati in maniera esponenziale rispetto al passato. Perché? Gli aerei devono circumnavigare l’immenso territorio russo. Questo significa più ore in volo, più stanchezza e, purtroppo, più emissioni. L’ideale sarebbe al momento evitare i voli che promettono rotte “troppo dirette” verso quelle zone: spesso nascondono rischi o cancellazioni improvvise.

Voli
Persona che osserva il tabellone con i voli da prendere – tuttonotizie.eu

Voli a rischio nel 2026: dove non conviene andare al momento

Ma c’è anche il Sud. Il Medio Oriente vive settimane di tensione estrema. I cieli sopra Israele (Tel Aviv FIR) e l’Iran sono quasi deserti per i civili. Dopo i recenti attacchi missilistici, molte compagnie hanno sospeso i collegamenti. Volare verso Teheran o Beirut oggi è un rischio che non bisognerebbe correre. Anche Iraq e Giordania sono zone grigie. I piloti ricevono ordini di cambiare altitudine o deviare rotta all’ultimo secondo. Se un piano di volo prevede uno scalo in queste zone aree, sarebbe il caso di pensarci bene.

E ci sono poi le aree dimenticate dai media, ma non dai radar. Lo spazio aereo di Damasco in Siria è ufficialmente sconsigliato. Lo stesso vale per la Somalia, l’Etiopia e alcune parti del Myanmar. Qui il rischio non è solo il conflitto tra stati. Esistono eserciti con armi antiaeree che rendono i cieli a bassa quota estremamente vulnerabili. Cosa si può fare concretamente? Prima di inserire i dati della carta di credito per comprare un voto o l’altro, occorre controllare il sito Safe Airspace. Si tratta di un database indipendente che traduce i dati militari in consigli per i viaggiatori. Se si vede all’interno del sito un’area colorata di rosso, allora conviene cambiare destinazione. La propria tranquillità vale molto più di un biglietto a prezzo stracciato. L’Europa occidentale è decisamente più sicura. Qualsiasi sia il viaggio: passare da Parigi, Londra o Amsterdam allunga forse il percorso per l’Oriente, ma tiene lontani dai conflitti. Anche Atene resta un porto sicuro per chi punta a Sud-Est, evitando il cuore della tempesta mediorientale. Il consiglio è non smettere mai di viaggiare, ma assicurarsi di farlo in totale sicurezza.