C’è un’attività del tutto inaspettata che, secondo uno studio scientifico, può far vivere fino a due anni in più.
Uno studio realizzato dall’Università di Yale, ha rivelato che fare una determinata attività, almeno 30 minuti al giorno, aiuta a vivere fino a 2 anni in più. Non si tratta di attività fisica, come molti credono, ma di qualcosa che stimola la mente, aiuta il relax e ad evadere dalla routine quotidiana che troppo spesso appare sempre uguale o noiosa. Leggere non è solo un piacere, un’abitudine così apparentemente semplice, spesso associata ai momenti di pausa, potrebbe avere dei profondi effetti anche sulla nostra salute.
L’attività da fare 30 minuti al giorno: perché leggere può farti vivere fino a 2 anni in più
La ricerca scientifica dell’Università di Yale, testimonia che sfogliare un libro regolarmente non solo fa bene alla mente, ma può essere collegato anche a una vita più lunga. A sostenere a pieno questa ipotesi lo studio realizzato nel 2016 e poi pubblicato sulla rivista scientifica Social Science & Medicine. La ricerca, intitolata “A chapter a day: Association of book reading with longevity”, ha analizzato nel dettaglio il legame che c’è tra la lettura di libri e la longevità. I ricercatori hanno seguiti per 12 anni un campione di 3.635 adulti statunitensi con più di 50 anni. Hanno osservato le loro abitudini di lettura e le hanno confrontate coni dati sulla salute e sulla mortalità. Nel corso dello studio i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: chi non leggeva, chi lo faceva circa mezz’ora al giorno e chi leggeva più di tre ore e mezza settimanali.

I risultati hanno mostrato una differenza significativa. Le persone che leggevano fino a 3 ore a settimana mostravano un rischio di morte ridotto di almeno il 17% rispetto ai non lettori. Il vantaggio cresceva ulteriormente per chi leggeva più di 3 ore a settimana, con una riduzione pari a circa il 23%. In termini concreti, i ricercatori hanno osservato che i lettori abituali vivevano mediamente almeno 23 mesi in più (circa 2 anni)), rispetto a chi non leggeva libri. Naturalmente hanno calcolato il dato in base anche ad altri fattori che possono influenzare la salute come l’età, il sesso, e lo stato generale di benessere.
L’importanza di altri fattori
Gli autori dello stesso studio invitano sempre alla prudenza. La ricerca mostra, effettivamente, una forte associazione tra lettura e longevità, ma non c’è un rapporto diretto causa ed effetto. Non vuol dire che leggere, da solo, allunga la vita. Nonostante questo, anche dopo aver controllato variabili sociali e sanitarie, il legame tra lettura e minore mortalità resta statisticamente positivo. Una spiegazione riguarda certamente il concetto del cosiddetto “deep reading”, ossia la lettura profonda tipica proprio dei libri. Un tipo di attività che richiede forte concentrazione e capacità di immaginazione. Inoltre, permette di elaborare il linguaggio, stimolando diverse aree del cervello. Con il tempo, questo tipo di allenamento cognitivo può contribuire a mantenere più attive le funzioni come memoria, attenzione e ragionamento.
